Università, disastro Campania

L’annuale classifica Censis: ancora maglia nera al sistema degli atenei campani

Università, la Campania si conferma maglia nera in Italia. Un disastro senza appello emerge dall’annuale classifica del Censis. Una graduatoria che, anno dopo anno, suona come una condanna definitiva per il sistema degli atenei campani. Il ranking 2018-19 registra un generale arretramento tra le università della regione, dove Salerno mantiene la media più alta, ma non è più l’eccezione in uno scenario desolante. Quello salernitano precipita dalla nona alla quattordicesima posizione, la terzultima, tra i grandi atenei statali (da 20.000 a 40.000 iscritti). In 12 mesi, la media scende da 81,2 a 76,8. In graduatoria, resta fanalino di coda l’università degli studi della Campania “Luigi Vanvitelli”, con l’unica consolazione di alzare la media da 72,4 a 74,2. La Federico II rimane ultima tra i mega atenei statali (oltre 40.000 iscritti), mantenendo inalterata la media (72,4). Nella classifica dei Medi atenei statali (da 10.000 a 20.000 iscritti) la Parthenope (72,0) e l’Orientale (70,8) occupano rispettivamente il penultimo e l’ultimo posto, scambiandosi le posizioni in un minuetto tra cenerentole. La prima, l’anno scorso, raggiungeva un punteggio di 69,2; la seconda di 71,0. E peggio di tutti fa anche l’università del Sannio (75,4) tra i piccoli atenei statali (fino a 10.000 iscritti): un anno fa era comunque penultima, ma con 76,0 punti. La Campania colleziona il punteggio più basso anche tra i Medi atenei non statali (da 5.000 a 10.000 iscritti), dove il Suor Orsola Benincasa resta ultimo, ma passando dalla media di 70,4 a 69,2.

 

Tra i mega atenei statali, invece, ancora prima l’università di Bologna (91,2). Segue, come l’anno precedente, l’università di Firenze (86,0) a pari merito con Padova e Roma La Sapienza.
L’università di Perugia (93,8) continua a guidare la classifica dei grandi atenei statali. Con 92,0 scala la graduatoria di tre posizioni l’università della Calabria, collocandosi al secondo posto. Conferma la terza posizione Parma (90,6). L’università di Siena (99,0), come lo scorso anno, è in testa ai medi atenei statali. Conquista la seconda posizione Sassari (98,0), sorpassando Trento (96,8). Tra i piccoli atenei statali primeggia nuovamente l’università di Camerino, con un punteggio complessivo di 91,4, cui segue l’università di Foggia (87,6), in crescita di due posizioni. L’università di Cassino sale dal quinto al terzo posto, continuando l’ascesa iniziata lo scorso anno. Stabile la speciale classifica dei Politecnici, guidata da Milano (91,2), seguita dallo Iuav di Venezia (89,0), Torino e Bari. Non riserva sorprese, infine, la classifica degli atenei non statali: tra i grandi atenei (oltre 10.000 iscritti) vince anche quest’anno la Bocconi (95,6 punti); tra i medi è prima la Luiss (91,4); tra i piccoli, più numerosi, la Libera università di Bolzano (106,0).

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