Gli agenti in servizio nel locale commissariato: accusati di aver coperto le due organizzazioni smantellate

CASERTA – Tre presunte divise infedeli al centro di un’indagine della Dda di Napoli, sfociata in 16 arresti. Tra loro anche quelli di tre poliziotti in servizio presso il commissariato di Marcianise, nel Casertano. Sono accusati di aver coperto attivamente due gruppi criminali che operavano nel settore dello spaccio di droga, rivelando a pagamento notizie riservate su indagini o orientando le investigazioni su gruppi concorrenti, arrivando a consegnare le dosi di cocaina ai clienti e a recuperare i crediti e riciclare i proventi dello spaccio. Ma non solo. Gli viene contestato anche di aver consumato rapporti sessuali con due prostitute sia nelle auto di pattuglia che nei locali del commissariato, in un un finto servizio anti-prostituzione, avrebbero fatto sesso con due ragazze . Inoltre, tra gli episodi ricostruiti dai pm, c’è un caso nel quale uno degli agenti avrebbe usato un’auto della polizia per accompagnare il cantante Gigi D’Alessio a Napoli in occasione della presentazione di un nuovo disco. Lo stesso agente accompagnò il cantate negli Stati Uniti per un concerto che si tenne a New York.

 

TRAFFICO DI DROGA – Il traffico di sostanze stupefacenti, in particolare coca e hashish, era allestito da due organizzazioni. Secondo la ricostruzione degli investigatori, a capeggiare i due gruppi c’erano il 46enne Donato Bucciero, ritenuto legato al clan Belforte di Marcianise, il quale utilizzava un negozio di articoli sportivi come base logistica e in qualche circostanza anche come luogo di vendita della droga, e il 41enne Giuseppe Liberato, che si avvaleva di una fitta rete di pusher e riusciva a movimentare ogni settimana almeno 2 kg di hashish che acquistava sulla “piazza” napoletana dal pregiudicato Michele Iafulli, legato da vincoli di parentela al clan dei Tolomelli egemone nel quartiere Sanità. In tale contesto si sarebbero inseriti “i servizi” dei poliziotti, a cui si contesta di aver più volte preso soldi e altre utilità dai due gruppi per evitare loro controlli o indagini. Uno dei tre agenti arrestati è accusato di essere organico all’organizzazione di Bucciero e di aver consegnato le dosi a imprenditori e professionisti; avrebbe inoltre versato sul suo conto corrente parte dei proventi monetizzando gli assegni che Bucciero riceveva a “garanzia” delle attività usurarie per le quali è indagato.

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