Scacco al clan Contini, trenta arresti e sequestro di beni per venti milioni di euro

L’operazione è stata condotta dai Carabinieri. Le accuse sono di associazione per delinquere finalizzata al traffico di droga con finalità mafiosa

Un agriturismo di lusso in via Ponti Rossi che si chiamava “Gli amici del Bosco”, una barca di lusso, 40 immobili, 50 fra auto e moto e poi ancora 40mila euro in contanti e svariati orologi di prestigio fra cui un Bulgari e un Rolex tempestato di diamanti sono alcuni dei beni sequestrati dalla Guardia di Finanza ai “signori della droga” arrestati nella operazione avvenuta questa mattina dove sono finiti in manette 33 persone. Gli arresti, eseguiti dai Carabinieri del comando provinciale di Napoli e del Ros, e fra i destinatari dei provvedimenti figurano elementi di spicco del clan Contini del centro storico della città. I reati ipotizzati sono associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, con l’aggravante delle finalità mafiose. Grazie ad una indagine partita nel 2011, è emersa l’esistenza di un traffico di stupefacenti (cocaina, hashish e amnesia) che si svolgeva attraverso i contatti all’ estero in particolare in Spagna e Olanda: a gestirlo uno dei clan storici di Napoli, la cosca dei Contini, con le famiglie Bosti e Aieta.

 

Dall’inchiesta sono venuti alla luce anche contatti con esponenti della ‘ndrangheta calabrese, in particolare con una cosca di Siderno, per l’approvvigionamento di droga in Olanda. L’organizzazione provvedeva sia all’approvvigionamento della droga, sia alla attività di smistamento in città, anche nei luoghi di ritrovo dei giovani. Il clan si dedicava sopratutto allo spaccio di un nuovo tipo di droga, l’amnesia, molto usata dai ragazzi per il suo basso costo: si tratta di un tipo di marijuana trattato con metadone e altre sostanze, fra cui l’eroina e crea una fortissima dipendenza. Come venuto fuori dalle intercettazioni, ogni dose veniva venduta a cinque euro. Inoltre, è emersa l’esistenza di una cassa comune nella quale confluivano i proventi della attività di spaccio che venivano poi re investiti per l’acquisto di ulteriori partite di droga e per il sostentamento degli affiliati detenuti e delle “mesate” per gli affiliati in libertà. I particolari dell’operazione sono stati illustrati nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno preso parte, tra gli altri, il procuratore di Napoli, Giovanni Colangelo, il procuratore aggiunto Filippo Beatrice, i comandanti del Ros e del comando provinciale di Napoli, generali Giuseppe Governale e Antonio De Vita; il comandante della Guardia di Finanza di Napoli, generale Gianluigi D’Alfonso e del Gico colonnello Giovanni Salerno. Momenti di tensione si sono verificati all’esterno della Caserma Pastrengo, sede del comando provinciale dei carabinieri, a Napoli, all’uscita di alcune delle persone arrestate stamattina nel corso del blitz antidroga Un gruppo di parenti degli arrestati ha rivolto insulti e minacce ad alcuni operatori video. L’intervento dei militari dell’arma ha riportato la calma.

(Video Videoinformazioni/Fb)

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