Napoli, la rabbia degli autisti Anm

I lavoratori inidonei subiranno la riduzione del 70 per cento degli stipendi

Giovedì prossimo alle 18 è stato convocata una riunione a Palazzo San Giacomo sull’Anm, l’azienda partecipata di trasporto pubblico di proprietà del Comune di Napoli. La riunione sarà presieduta dal capo gabinetto de sindaco, Attilio Auricchio e dall’assessore al lavoro e al bilancio Enrico Panini. Parteciperanno l’amministratore unico aziendale Ciro Maglione e tutte le organizzazioni sindacali. Stando ai bene informati dovrebbe essere raggiunto un accordo sul piano di riorganizzazione aziendale, gli esuberi, il trasferimento dei lavoratori in altre aziende partecipate il prolungamento degli orari di funzionamento di funicolare e linea 1 della metropolitana.

Intanto continuano le azioni vessatorie contro i lavoratori. Le contestazioni disciplinari vengono utilizzate come clave, pressioni nei confronti dei lavoratori e delle lavoratrici più combattivi nelle lotte e nelle denunce. I diritti sono stati cancellati all’Anm.   Addirittura, i lavoratori inidonei sono stati posti forzatamente in aspettativa con stipendi ridotti del 70 per cento.

Le organizzazioni sindacali cosa fanno? A quanto pare si preoccupano solo di svolgere un ruolo di attori non protagonisti di una ridicola commedia, di una misero gioco delle parti.  Il sindacato ha enormi responsabilità sul flop dell’Anm. Un sindacato che ha avallato promozioni e stipendi d’oro, legittimato consulenze esterne, esternalizzazioni. Un sindacato che non ha svolto adeguatamente la propria funzione di tutela e di difesa dei diritti dei lavoratori.

Non ci sono risorse economiche  sufficienti per attuare il piano di rilancio dell’azienda, rinnovare il parco-bus. L’azienda unica che doveva unificare Metronapoli, Anm e Napoli Park non è mai partita. Così come non si è mai compreso il ruolo  fino ad oggi assunto da Napoli Holding composta da personale comunale comandato che incassa stipendi considerevoli senza dare conto sul proprio operato.

E non solo. L’azienda ha un buco finanziario che supera i 40 milioni di euro. Rischia il fallimento. Necessaria la ricapitalizzazione. E sarebbe opportuno un intervento ad hoc della Regione Campania, Purtroppo, i rapporti di collaborazione, le relazioni istituzionali tra il sindaco Luigi de Magistris e  il governatore Vincenzo De Luca non sono buoni. Il conflitto tra i due esponenti politici è quotidiano.

La classe dirigente e politica partenopea sta affossando l’Anm. Ormai il servizio bus non viene più garantito regolarmente, le condizioni degli autisti sono peggiorate. Infuriati i lavoratori e gli studenti pendolari.

Gli accordi che prevedono il prolungamento degli orari della Linea 1 della Metropolitana e delle funicolari graveranno sulle casse dell’azienda partecipata. Accordi limitati, inadeguati. Tra l’altro, i  cittadini della periferia non si spostano solo con i mezzi di trasporto su ferro ma tanti pendolari residenti nelle periferie urbane utilizzano unicamente i bus.

I lavoratori sono molto arrabbiati. Duro il commento di Maria Piacevole, autista. “Il sindaco ha risposto a modo suo ai cittadini, ridando il prolungamento alla movida vomerese, ma ha dimenticato gli utenti del trasporto su gomma – sottolinea Piacevole – Il sindaco ha  dimenticato che noi autisti ci facciamo un mazzo grande per trasportare i cittadini che non hanno un auto propria per recarsi a lavoro – aggiunge Maria Piacevole – Il sindaco ha dimenticato che sono stati messi in aspettativa non singole persone, ma famiglie. Il sindaco ha  dimenticato che ci sono dei licenziamenti in corso – conclude Maria Piacevole – Il sindaco ha dimenticato che gli autobus sono a pezzi e che possono procurare incidenti mortali. Dimenticato noi. Dimenticato che noi subiamo per costruire non per distruggere”.

                                                                                            Ciro Crescentini

 

                                                                                                    

 

 

 

 

 

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