Napoli, assistenza alunni disabili, lavoro solo per 20 operatrici

I lavoratori annunciano esposti alla magistratura

La vertenza riguardante le 106 operatrici socio assistenziali addette all’assistenza scolastica degli alunni disabili rischia di trasformarsi in una guerra tra poveri e potrebbe finire sul tavolo della Procura della Repubblica.

La riunione svoltasi oggi a Palazzo San Giacomo, tra l’assessore alle politiche sociale Roberta Gaeta e le organizzazioni sindacali di categoria della Cisl, della Uil  ha alimentato ulteriori tensioni. Non sarebbero emerse  soluzioni adeguate.

Secondo le “valutazioni” e il “monitoraggio” effettuati dall’assessora al welfare, Roberta Gaeta solo una ventina di lavoratori potrebbero trovare una collocazione occupazionale per il prossimo anno scolastico in società o cooperative private che acquisiranno appalto di servizio temporaneo dall’azienda partecipata Napoli Servizi  per il  tramite il Mercato elettronico della Pubblica Amministrazione.

Una riunione molto tesa. Tanti i dubbi, le perplessità. Tanta ambiguità. Tante le domande che sollevano la stragrande maggioranza dei lavoratori.  Come saranno individuate, selezionate le venti persone? Quali criteri, quali metodi saranno adottati? Chi si assumerà la responsabilità di scegliere  le 20 persone e di scartare altre 86? Chi redigerà e presenterà la “lista dei 20”? I sindacati  e l’assessora  hanno evitato di  fornito risposte esaurienti. Il Comune non ha alcuna intenzione di  istituire una “lista di scorrimento degli aventi diritto” in quanto i 106 non sono “vincitori di concorso”. Una lista di scorrimento creata dai sindacati non avrebbe alcun valore legale o giuridico.

“Beh, in mancanza di trasparenza abbiamo deciso di farci assistere da alcuni avvocati, presentare un esposto alla Procura della Repubblica per fare chiarezza sulla vicenda – sottolineano alcune lavoratrici – Il comune, le organizzazioni sindacali ci dovranno spiegare in base a quali criteri saranno scelte venti persone,  lasciando nello stato di disoccupati altre 86”.

Il capogruppo di Dema, Rosario Andreozzi è molto critico. “Dalla riunione emerge una risposta tardiva, insufficiente e inadeguata  rispetto al fabbisogno di personale che richiede la città per un servizio sociale strategico. Tra l’altro, il servizio continuerà a non essere coperto nelle scuole superiori” – afferma Andreozzi – Aspettiamo l’inizio dell’anno scolastico per dare un giudizio definitivo. Andreozzi si sofferma anche sui criteri di scelta del personale. “Non consentiremo papocchi, bisogna introdurre una clausola sociale per vincolare l’impresa o la cooperative aggiudicataria dell’appalto di servizio di assorbire dal bacino dei 106 lavoratori e lavoratrici – sottolinea il capogruppo DeMa – I criteri di scelta del personale devono tenere conto esclusivamente di anzianità di servizio, esperienze e titoli di studio professionali adeguati e riconosciuti”.

                                                                                                  Ciro Crescentini

 

 

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