Tagli al welfare di Regione e Comuni, a Napoli assemblea pubblica delle imprese sociali

Martedì 4 ottobre l’iniziativa di lotta per contestare la spending review

Parte la mobilitazione dei lavoratori e delle imprese del settore del Welfare della Campania. Una grande assemblea pubblica è stata promossa per Martedì 4 ottobre alle 16 presso il Multicinema Modernissimo per confrontarsi e discutere sulla grave situazione determinatesi nella nostra Regione e gli effetti preoccupanti che si riflettono sui ceti sociali più indigenti e poveri. L’iniziativa di lotta è stata promossa per contestare i tagli alle politiche sociali decisi dalla Giunta Regionale Campana e da alcuni comuni, in primis l’Amministrazione Comunale di Palazzo San Giacomo. La manifestazione promossa da Gesco Sociale è sostenuta da Cgil, Cisl, Uil, Usb, Lega delle Cooperative, Unione Cooperative, Arci, l’associazione ‘Tutti a scuola’. La Campania, con una spesa pro-capite di 55 euro lordi, è la regione italiana che investe di meno in materia di politiche sociali regionale e di erogazione di servizi alla persona e alla famiglia. Una bella e sostanziale differenza con le regioni del Nord. Il Veneto con una spesa pro-capite di 266 euro lordi garantisce un ottimo welfare per i cittadini. Il “sociale” viene snobbato dalle istituzioni regionali e locali. Il welfare viene ingiustamente considerato un costo, un lusso da tagliare nei momenti di crisi, e non invece un investimento, un possibile volano di sviluppo. Una concezione molto diffusa nel nostro Paese che mira allo smantellamento dello stato sociale. Ma non c’è niente di più sbagliato, perché colpendo i più deboli non solo si peggiorano le prospettive di sviluppo economico in generale ma si lacera anche la coesione sociale, che dello sviluppo è una premessa indispensabile. Investire nello stato sociale è un’idea modernissima. Il rigore fine a se stesso è vecchio, anche se si ammanta di efficienza. Lo dimostra tra l’altro l’esperienza di altri governi europei, che avendo investito nel welfare oggi si trovano meno esposti alla crisi internazionale.

 

 

Dunque, sono necessari provvedimenti per determinare un’inversione di tendenza ovvero definire i livelli essenziali delle prestazioni sociali e sanitarie per interrompere la politica dei tagli sul sociale e ripristinare i livelli minimi di finanziamenti per il settore. Nello stesso tempo occorre affrontare seriamente il grande tema della non autosufficiensza, che ricade totalmente sulle spalle delle famiglie con costi pesantissimi, anche legati all’impoverimento di intere fasce di popolazione. “Non si può tacere in attesa che i danni di questa gravissima crisi del sistema di welfare, in primis locale, ricadano sugli utenti e i loro familiari, sui lavoratori, le loro famiglie e l’intera comunità – sottolineano in una nota i promotori dell’iniziativa di lotta – Le politiche sociali in Italia, in Campania e a Napoli continuano ad essere considerate marginali dalle Istituzioni mentre le Organizzazioni del terzo settore, insieme alle famiglie, continuano a sostenerle con l’impegno e con senso di responsabilità – continua la nota – Ora si è arrivati al limite di una crisi di cui non si vede la fine: non solo la riduzione o l’estinzione dei fondi destinati alle politiche sociali e la mancanza di una seria programmazione del sistema dei servizi sociali, ma anche il protrarsi della morosità degli enti pubblici stanno mettendo in seria difficoltà la capacità delle organizzazioni del terzo settore e il futuro dei servizi essenziali per le fasce più deboli della popolazione”.

 

 

Articolate le rivendicazioni, le proposte che saranno discusse in assemblea e presentate al Governo, Regione e Comune di Napoli:· il riconoscimento della crisi dell’intero sistema dei servizi di welfare; potenziamento delle risorse del Fondo Nazionale per le Politiche Sociali per garantire livelli adeguati e dignitosi di assistenza alle persone più fragili e la definizione dei livelli Essenziali di Assistenza Sociale; · una più puntuale ed efficace programmazione per il reale sviluppo di un sistema integrato di servizi e prestazioni sociali; la riorganizzazione e innovazione dei servizi di welfare, garantendo la continuità dei progetti per una presa in carico delle persone disagiate non limitata alle scadenze dei finanziamenti; certezza nei tempi e nelle modalità di pagamento.

Ciro Crescentini

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