Presidio di lotta promosso dalla Uil
Significativa iniziativa promossa dalla Uil a Roma nella giornata della festa del papà per commemorare genitori, padri, madri, figlie e figli morti per incidenti sul lavoro. Occupata piazza del Popolo con più di mille bare di cartone – tante quante sono, ogni anno, le vittime sui luoghi di lavoro – e attivato un presidio di lotta per sollecitare gli esponenti politici e il Governo a mettere in campo tutti i provvedimenti necessari per rafforzare la prevenzione, investire in sicurezza, sanzionare giustamente i trasgressori. Presente in piazza del Popolo il segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri.

“È un bollettino di guerra inaccettabile. Oggi vogliamo richiamare le coscienze di tutti, l’attenzione dell’opinione pubblica e dei media per un dramma che colpisce tante famiglie. Abbiamo bisogno di sensibilizzare le coscienze, di non dimenticare, di costringere la politica e il governo a fare cose subito – ha affermato Bombardieri – vogliamo richiamare l’attenzione di tutti su queste vite che abbiamo perso, vite di persone che andavano a lavorare, di chi cercava di portare lo stipendio a casa per mantenere una famiglia. Lo abbiamo fatto volutamente nella giornata della festa della papà, sono tanti papà e tante mamme che non sono tornati a casa perché andavano a lavorare. Dobbiamo considerare la perdita di una sola vita umana inaccettabile. Non possiamo perdere tempo nelle discussioni, nella propaganda: bisogna fare cose concrete subito. Debellare questa tragedia – aggiunge Bombardieri – mettendo al centro il valore della vita. Nessun profitto può giustificare la perdita di una vita umana: dobbiamo dirlo forte – ripete – i soldi non valgono la vita umana e dobbiamo rispettare la dignità del lavoro”.
“Abbiamo indetto insieme alla Cgil un percorso di mobilitazione in linea con le piattaforme che abbiamo presentato da tanto tempo sulla sicurezza sul lavoro – sottolinea segretario generale della Uil che rilancia l’appuntamento di venerdì 22 marzo alla Leopolda a Firenze: “Abbiamo la necessità di incontrarci con i nostri rappresentanti per la sicurezza e di rifare il punto, vedere rispetto alle piattaforme cosa è successo e rilanciare anche iniziative di mobilitazione e di sciopero. Non vogliamo arrenderci sulla sicurezza: ce lo chiedono i nostri lavoratori, le famiglie che hanno perso i propri cari”
