Riceviamo e pubblichiamo integralmente
Il Sud non arretra, anzi accelera. E Napoli è in prima linea. Nei primi quattro mesi del 2025, la spesa effettiva dei Comuni per gli investimenti PNRR ha registrato un aumento significativo: +12,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Tradotto in numeri: 5,86 miliardi di euro messi in campo, secondo i dati SIOPE della Ragioneria Generale dello Stato. È un segnale inequivocabile: dopo mesi di incertezze legate ai flussi di cassa e alla rendicontazione dei fondi europei, gli enti locali hanno ingranato la marcia.
Un risultato che interessa da vicino anche Napoli, città guida per il Mezzogiorno sul fronte PNRR. “Tutti i target e le milestone previsti per i Comuni sono stati rispettati. In molti casi, siamo anche in anticipo”, ha dichiarato Gaetano Manfredi, sindaco del capoluogo campano e presidente ANCI. E non si tratta solo di parole: alla fine del 2024, l’88% degli investimenti comunali risultava regolare o già in fase avanzata di esecuzione. Il 28% degli interventi è addirittura concluso. L’area metropolitana di Napoli, forte di una progettualità messa in moto già tra 2021 e 2022, sta beneficiando in particolare delle risorse per mobilità sostenibile, rigenerazione urbana, scuola e digitalizzazione. Oltre al maxi progetto di rigenerazione dell’area occidentale numerosi cantieri sono stati aperti nei quartieri popolari, nelle scuole comunali e nei nodi di interscambio urbano.
Ma la vera sorpresa arriva dal fronte digitale. Se il “digital divide” sembrava un ostacolo insormontabile, oggi i dati raccontano un’altra storia: Napoli figura tra i Comuni ad “alta maturità digitale”, come evidenziato dalla settima edizione del report FPA. Una promozione che vale anche per altre città del Sud come Bari, Andria, Caltanissetta e Messina. E per una volta, la classifica non sorride solo al Nord.
Secondo Svimez, il 54,2% delle risorse infrastrutturali PNRR è destinato al Mezzogiorno: 26,2 miliardi su un totale di 65. È una quota mai vista prima. Ma questa volta, più che i numeri, contano i risultati: dai piccoli centri sotto i mille abitanti – spesso indicati come anello debole – arrivano performance sorprendenti. In molti casi, come evidenziato dalla Corte dei Conti, proprio questi Comuni hanno registrato i tassi più alti di avanzamento spesa, superiori al 40%.
Un segnale chiaro: la macchina amministrativa si sta adattando, anche grazie all’impulso dato dall’Unione dei Comuni, dal nuovo personale assunto con fondi PNRR e da forme centralizzate di stazione appaltante. Una svolta, soprattutto per territori come quello campano dove il gap infrastrutturale e burocratico sembrava cronico.
Napoli, con il suo ruolo di cerniera tra Europa e Mediterraneo, si candida oggi a essere non solo laboratorio urbano ma anche modello nazionale. Il successo nella gestione delle risorse del Piano – nonostante le complessità storiche – mostra che il Sud non è soltanto destinatario di fondi, ma attore pienamente coinvolto in una trasformazione concreta. Una sfida che, a dodici mesi dalla scadenza del PNRR, diventa sempre più decisiva.
Giovanni Di Trapani
