La crisi spinge all’azzardo, in Campania scommesse sportive +12%: sempre più prima regione

Secondo le principali organizzazioni dei consumatori, nel 2015 i campani hanno speso oltre 700 milioni di euro: la Lombardia, seconda regione per volume di gioco, spende poco più della metà

La crisi economica e sociale spinge le persone a frequentare le sale scommesse e a giocare. Secondo le principali organizzazioni dei consumatori, nel 2015 i campani hanno speso oltre 700 milioni di euro in scommesse sportive, segnando un incremento del 12 per cento rispetto all’anno precedente. La Campania è la prima regione per scommesse in Italia: la Lombardia, seconda, spende ‘solo’ 385 milioni di euro. In un anno le imprese specializzate nel settore scommesse sono cresciute del 32,1%, sfiorando quota 9300 nel 2015, tra sedi e unità locali. La gestione di apparecchi che consentono la vincita in denaro passando da 705 a 1400 in un anno (+91,2%). E con il quasi raddoppio delle ricevitorie arrivano a 4.344 imprese i luoghi adibiti al gioco del Lotto, Superenalotto e Totocalcio.In Campania hanno aperto ben 1300 ‘ricevitorie’ e sale scommesse di cui 800 a Napoli e provincia,100 a Caserta, 300 a Salerno. Tra le regioni, la Lombardia fa segnare una spesa per abitante superiore ai 1500 euro, Lazio 1400 e Campania 1100. Il 37% di tutte le scommesse sono attribuibili a giocatori di età inferiore ai diciotto anni. Nel 2015, il giro di affari nella nostra regione ha superato i 10 miliardi in Campania.

 

 

Il business ha moltiplicato gli operatori esteri che sbarcano in Italia, come la greca Intralot (che ha comprato 600 punti sul territorio nazionale) e gli austriaci di Bwin. Ma l’operatore più grande di tutti rimane l’italiana Lottomatica, primo gruppo di lotterie al mondo dopo l’acquisizione dell’americana Gtech. Tutti gli operatori del settore sono multi provider, ossia offrono quasi tutti i giochi. Con dei punti di forza: il lotto per Lottomatica, l’ippica per la Snai e la schedina per la Sisal. Le più forti nell’online sono invece Microgame e Giocodigitale. ll gioco d’azzardo rappresenta una vera e propria piaga sociale, agevolata dalla precarietà lavorativa e dalla disoccupazione. Ad esserne colpiti, sono giovani che vedono senza sbocchi il proprio futuro o padri di famiglia in crisi che tentano la fortuna in apparente facilità, che in poco, si trasforma in baratro. Necessario un Piano Sociale degno di questo nome, che combatta il fenomeno e non che dispensi timidi consigli. E’ risaputo che i centri scommesse siano coinvolti in traffici malavitosi e frequentati da strozzini senza scrupoli. Dunque, è necessario un aiuto verso chi si presenta come l’anello debole della società e che non vede altre alternative se non quello del gioco d’azzardo.

 

L’Associazione Contribuenti Italiani e i principali movimenti dei consumatori propongono l’introduzione di serie misure per combattere il gioco d’azzardo, l’evasione fiscale ed il riciclaggio come quella di vietare il gioco in tutti i luoghi pubblici e applicare il redditometro a tutti i giocatori, previa identificazione degli stessi tramite la tessera sanitaria, al fine di evitare non solo l’approccio dei minorenni al gioco, quanto il diffondersi del riciclaggio, l’usura e l’evasione fiscale. Il gioco “patologico” è una condizione molto pericolosa per la salute e la vita delle persone e dei familiari, perché può causare gravi perdite economiche, comportamenti pericolosi o aggressivi. L’accumulo progressivo di debiti, menzogne e la perdita di lavoro, denaro o relazioni affettivi può portare a condotte suicidarie, per sfuggire ad una situazione percepita come insostenibile. La pubblicità ha un ruolo preciso nel collasso e nella costruzione non solo di un immaginario, ma della gabbia che permette di mantenere alti i livelli di produttività di chi specula sulla gente.

Ciro Crescentini

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