Giugliano in Campania, altro morto sul lavoro

L’operaio lascia  moglie e tre figli.

Ancora un morto sul lavoro. La tragedia al centro di Giugliano. Un operaio edile, Domenico Pragliola, 43 anni, è caduto da un’impalcatura in vico Amantea, ed è deceduto poco dopo all’ospedale San Giuliano. L’incidente è accaduto nel pomeriggio.

Non sono chiare le cause. L’operaio impegnato in alcuni lavori di muratura, avrebbe perso l’equilibrio, precipitando dal ponteggio. Un volo di 12 metri. Non sono serviti soccorsi. L’uomo è deceduto dopo qualche ora. L’operaio lascia  moglie e tre figli.

In merito all’incidente da evidenziare una nota della Fillea Cgil Campania e  della Fillea Cgil Metropolitana di Napoli, organizzazioni sindacali dei lavoratori edili che  esprimono il loro più sentito cordoglio verso la famiglia Pragliola e, allo stesso tempo lo sdegno per l’ennesima morte di un operaio edile. “A nulla valgono le stime, gli appelli a maggiori controlli, al contrasto al lavoro irregolare e nero; causa di una scia lunghissima di operai morti per inerzia, mancata applicazione delle regole su salute e sicurezza e l’applicazione del contratto edile a tutti i lavoratori impiegati nei cantieri, per assicurare uguali prestazioni, uguali diritti – sottolineano le organizzazioni sindacali –  In questo paese pare che morire di lavoro sia scontato. Facciamo fatica  a immaginare cosa sia potuto accadere ai familiari dopo la fatidica telefonata. Ma siamo certi che da stasera a casa di Domenico Pragliola nulla più sarà come prima. La Fillea Cgil Regionale e Metropolitana di Napoli si costituiranno parte civile contro gli autori di questa morte annunciata, affinché gli stessi scontino una condanna esemplare”.

Non si può morire in questa maniera mentre si lavora. La vita di una persona non può essere messa a rischio durante le ore di lavoro. Non bisogna mai abbassare la guardia sul tema della prevenzione e della sicurezza nei luoghi di lavoro. Un tema che va affrontato sotto molteplici punti di vista. Primo fra tutti quello della formazione e dell’informazione. Anche se in fatto di sicurezza  non possano essere messe sullo stesso piano le responsabilità dei lavoratori tra i quali va accresciuta certo la cultura della sicurezza e quelle delle imprese, a cui spetta il compito di vigilare sulla sicurezza.

                                                                                                   Ciro Crescentini

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