Iniziativa dello Slai Cobas di Pomigliano per riportare in fabbrica i lavoratori licenziati dello stabilimento di Sant’Antonio abate

POMIGLIANO – La firma richiama alla mattinata di oggi, 8 maggio 2015. Il coordinamento provinciale dello Slai Cobas di Pomigliano d’Arco, dopo l’assemblea pubblica tenutasi il primo di questo mese, ha così richiesto un incontro con la suddetta azienda, e la Princes Ltd, non dimenticando la FCA di Marchionne. “Le ragioni del gemellaggio delle vertenze FCA e AR-si legge-con programmi ed iniziative comuni dei lavoratori è dato dalla oggettiva constatazione che oggi in Italia le politiche industriali le fanno le multinazionali al posto del Governo e a questo bisogna rispondere con forti segnali di riorganizzazione ed unità dei lavoratori”. I fatti riguardano la delocalizzazione, dopo la dismissione dello stesso, a Foggia della AR; i contenziosi giudiziali aperti ed inerenti il licenziamento illegittimo comminato in data 30/06/2013 ai lavoratori della AR di Sant’Antonio; concessione in affitto ad altre aziende (tramite, ovviamente, affittuarie della medesima AR); alla concessione, questo il primo punto cruciale, all’AR Industrie Alimentari, e FCA, di ingenti finanziamenti pubblici ai vari livelli sia territoriali che statali ed europei. In ultima, ma non meno importante, l’allarme sociale che vive e prospera tra i lavoratori ed i cittadini tutti.

A nulla sono valse le vecchie interrogazioni parlamentari. Sebbene riguardino due settori differenti la politica industriale intrapresa dai vertici pare essere medesima (da vedersi anche la questione della Whirpool di Carinaro). Delocalizzazione, licenziamenti “illegittimi”, affitti, dismissioni: ecco le solite, e sempre amare, parole chiave. D’altra parte continua l’operato di chi si oppone alle politiche imprenditoriali. In questo caso la “Ar-Industrie alimentari” di proprietà della famiglia Russo dal 1971, tra le più importanti su territorio nazionale, tre anni fa veniva chiusa con un passaggio alla Princes Ltd, facente a sua volta capo alla Mitsubishi Corporation. È bene riportare la stessa dichiarazione dell’allora a.d. Massimo Caputi di Sviluppo Italia e il Ministro delle attività produttive Antonio Marzano:” il finanziamento pubblico non avrebbe portato al trasferimento o alla chiusura di alcuno stabilimento di Sant’Antonio Abate ma che, anzi, avrebbe potenziato l’intero gruppo AR nell’intera Campania”. Per non dimenticare la questione Fiat di Pomigliano con la stessa sentenza della Cassazione che dichiara “illegittimi” i licenziamenti, “a libero arbitrio”, di ben sei operai cassaintegrati. E senza dimenticare sempre la questione Fiat con lo stabilimento di Nola quasi in disuso. Molti gli operai che si sono tolti la vita, tra cui anche una donna Maria Baratto. Ed è così che Whirpool, AR, FAC costituiscono l’altra faccia del triangolo depressivo tutto made in Sud.

Vincenzo Perfetti

(foto agro24.it)

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