Almaviva, al Mise firmato l’accordo per la sede di Napoli

Il viceministro Bellanova: “Il sito di Napoli proseguirà le attività e sarà rilanciato, garantendo così un futuro ai suoi 845 lavoratori e lavoratrici”

Firmato oggi l’accordo tra le parti per il sito Almaviva di Napoli, a seguito della consultazione tra i lavoratori dello scorso 23 febbraio. Un’intesa che “salvaguarda i livelli occupazionali, nell’ambito del perimetro definito e sottoscritto dalle parti nell’accordo di dicembre 2016” afferma il viceministro allo Sviluppo economico Teresa Bellanova che questa mattina ha presieduto il tavolo, alla presenza del Ministero del Lavoro, della Regione Campania e del Comune di Napoli. “Il sito di Napoli – afferma Bellanova – proseguirà le attività e sarà rilanciato, garantendo così un futuro ai suoi 845 lavoratori e lavoratrici. Desidero sottolineare il rigore, il senso di responsabilità e la buona volontà che tutti, ciascuno per la sua parte, hanno messo affinché si potesse giungere all’accordo, arrivato dopo un serrato susseguirsi di incontri e confronti: in primis i lavoratori, che già con il loro coraggio e la loro espressione di voto nel referendum del 23 febbraio hanno consentito che il percorso, comunque non semplice, per giungere all’accordo fosse più chiaro e agevole. Il Ministero, comunque, continuerà a seguire i passi successivi e a monitorare l’andamento dell’accordo, affinché ci sia la piena applicazione delle misure concordate”. L’assessore regionale al Lavoro, Sonia Palmeri, spiega che “la Regione garantisce il finanziamento per la riqualificazione professionale, anche fuori dall’orario di lavoro. Senza questo intervento decisivo non si sarebbe sbloccato l’accordo che prevede, tra l’altro, il rilancio della sede di Napoli con l’impegno dell’azienda a trasferire nuove commesse sul sito per aumentare volumi e produttività”. “Noi – aggiunge Palmeri – ci abbiamo creduto fin dal primo momento, e nonostante le enormi difficoltà, in circa 12 mesi di duro lavoro, abbiamo portato a casa il risultato del mantenimento dei livelli occupazionali, la vicenda del sito di Roma di Almaviva dimostra quanto il risultato non fosse per nulla scontato”.

Condividi sui social network
  • gplus
  • pinterest