Associazione segnala all’Anac “strutture sulle vie di fuga in caso di emergenza e affidatari individuati direttamente”

NAPOLI – Vedrà il taglio del nastro il 18 luglio, ma contro il Villaggio turistico sul Lungomare di Napoli parte un esposto  all’Autorità nazionale anticorruzione, che apre un fascicolo. Ad attivare l’Anac è stata l’Alpi (Associazione Lotta alle piccole illegalità), che ha presentato un esposto, protocollato lo scorso 3 luglio e assegnato il 6 al Servizio vigilanza con il numero di fascicolo 85527/2015.
“L’installazione delle strutture avviene su una delle principali ‘vie di fuga’ in caso di emergenza così come previsto dal piano del Comune di Napoli di Protezione civile – dice il presidente dell’associazione, l’avvocato Manfredi Nappi – allo stesso modo le modalità con cui si è proceduto ad assegnare la gara sono in contrasto con quanto previsto dal Codice degli Appalti”. Nel testo del ricorso, Nappi scrive che ”l’occupazione di via Caracciolo per oltre un mese è incoerente con il piano comunale di Protezione civile” cosa che indica ”l’ipotesi di aver assegnato una porzione di suolo pubblico non liberamente disponibile poiché vincolata nell’utilizzo”.
Inoltre, nonostante l’avviso sia stato definito “manifestazione di interesse”, “si è proceduto direttamente a individuare il soggetto a cui affidare il servizio”. “Mentre nell’avviso pubblico è stato richiesto l’allestimento del villaggio a partire da una non precisata data del mese di giugno fino al 15 agosto – continua il ricorso – con l’aggiudicazione il periodo è stato definito tra il giorno 11 luglio il giorno 21 agosto, oltre il termine previsto”.
“Ha suscitato perplessità la modalità con cui è stato gestito il procedimento amministrativo di affidamento, che, di fatto, ha ridotto la platea di operatori del settore potenzialmente interessati – spiega Nappi – Oltre che per l’esiguo termine concesso per la presentazione delle offerte (due settimane), inferiore a quello previsto dal Codice degli Appalti, va sottolineata la differenza tra il periodo di affidamento previsto dal bando e quello poi effettivamente pattuito con l’aggiudicatario. In buona sostanza si è concessa una cosa diversa da quella proposta a tutti gli altri concorrenti, che, teoricamente, avrebbero potuto a loro volta modificare e migliorare le rispettive offerte”. Una circostanza che, per l’Associazione, ”non è di poco conto anche perché l’accordo sottoscritto dal Comune prevede la concessione gratuita del suolo”.
“Per questo – sottolinea – abbiamo presentato un esposto all’Anac che ha aperto un fascicolo e anche alla Corte dei Conti, da cui siamo in attesa di risposte”.

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