Vertenze sociali al Comune di Napoli, il gruppo Dema invita a disobbedire al piano di rientro

La presa di posizione dei consiglieri eletti con la lista del movimento legato a de Magistris: “La tutela dei diritti delle persone, come previsto da quella carta costituzionale che il Governo Renzi vuole stravolgere, è e deve essere una priorità assoluta della maggioranza di cui facciamo parte”

“La tutela dei diritti delle persone, come previsto da quella carta costituzionale che il Governo Renzi vuole stravolgere, è e deve essere una priorità assoluta della maggioranza di cui facciamo parte”. Il gruppo consiliare Dema, espressione del movimento fondato da de Magistris, prende posizione sulle vertenze sociali “che si affollano in questi giorni tra Via Verdi e Palazzo San Giacomo”, ormai divenute “tantissime”. Con una nota, il gruppo invita a “dare un segnale politico chiaro”. Un segnale che parla di “disobbendienza” ai paletti imposti all’amministrazione dallo stato di pre dissesto. “A nostra parere – si legge – anche a costo di sacrificare altre spese o, dove è necessario, disobbedire agli angusti criteri impostici dal piano di rientro. Per disobbedire però – avverte Dema – non basta avere un maggioranza coraggiosa o un’amministrazione spregiudicata. Bisogna fare fronte comune con la città che giustamente reclama e si difende, andare insieme con gli abitanti che si vedono sottratti diritti importanti, da chi è responsabile della mancanza di trasferimenti. Che sia la Regione, o che sia il Governo”. “Quello che invece non deve accadere – sostiene la nota – è che si lasci spazio ai parassiti, ai membri di coalizioni politiche che per primi hanno azzerato in questi anni le risorse agli enti locali e al welfare e a chi strumentalmente utilizza queste problematiche per indebolire una opzione politica che ha esplicitamente dichiarato guerra alle politiche del governo centrale”.

Quindi Dema irrompe nel dibattito sulle finanze comunali quando “siamo in via di approvazione del prossimo bilancio di previsione pluriennale. Quella carta – scrive il gruppo consiliare – sancisce l’ordine di priorità di spesa che diamo alle nostre esigue risorse. Welfare, servizi e di conseguenza tutela dei diritti devono per noi essere la priorità assoluta”.

Condividi sui social network
  • gplus
  • pinterest