Vertenza Apu, precari e Usb contro De Luca: “Fa killeraggio mediatico”

Lo scontro sul progetto regionale. Il sindacato: “Nessuno intimidisca i lavoratori. Il governatore ha messo alla pubblica gogna un lavoratore, invocando l’azione repressiva della Questura. Ma la Digos non ha riscontrato nulla di penalmente rilevante”

Prima la pesante contestazione a De Luca, a Napoli. Poi la replica del governatore, che in tv aveva chiamato i precari “piccole bande di violenti”, denunciando alla magistratura un video. Adesso interviene l’Usb Campania, nel pieno della vertenza Apu e dello scontro con il presidente della Regione. “Per dovere di cronaca, in relazione agli ultimi attacchi vergognosi ai lavoratori che rivendicano i propri diritti ed alla convocazione da parte della Digos di uno di loro” afferma una nota del sindacato di base e del delegato sindacale Giovanni Pagano. “Nessuna intimidazione verso i precari Apu – insorge la nota-. Da alcuni mesi – nelle varie province della Campania – è in corso la mobilitazione dei lavoratori Apu i quali rivendicano la fine di una condizione di precarietà e la creazione di posti di lavoro veri. Questa Vertenza ha strappato interlocuzioni con i Comuni, con la Regione e con lo stesso Ministero del Lavoro. Improvvisamente, però, il ‘governatore’ della Campania, Vincenzo De Luca, invece di impegnarsi per la soluzione positiva di questa come delle altre vertenze lavorative in corso nei nostri territori, ha messo in atto una azione di killeraggio mediatico contro un lavoratore Apu attraverso una serie di insulti personali che confliggono con lo stile e le modalità di comportamento che un alta carica istituzionale dovrebbe interpretare”.

 

Il sindacato si riferisce alle parole pronunciate da De Luca venerdì scorso su Lira Tv, l’emittente salernitana che ne ospita le fluviali esternazioni. “Uno dei soliti canali televisivi – scrive l’Usb – in cui imperversa ‘il governatore’ un lavoratore Apu, è stato indicato alla ‘pubblica gogna’ ed è stata invocata l’azione repressiva della Questura la quale – pur convocando il lavoratore tirato indebitamente in ballo – non ha riscontrato nulla di penalmente rilevante. Inoltre, come è oramai prassi della comunicazione pubblica di De Luca, ‘il governatore’ – a fronte delle legittime richieste sindacali di questi lavoratori – si è ‘divertito’ a disegnare funambolici complotti che a Napoli sarebbero orditi contro il suo operare. Ancora una volta, quindi, le mobilitazioni per il lavoro e la dignità vengono equiparate da De Luca a questioni di ordine pubblico”.

L’Unione Sindacale di Base condanna “l’evidente blindatura delle relazioni sociali e sindacali nella nostra regione, riconferma il suo pieno sostegno alla lotta dei lavoratori Apu e ricorda alle forze politiche, culturali, sociali ed al mondo dell’informazione tutto che non consentiremo di opacizzare, distorcere ed infangare il protagonismo e le lotte sociali”.

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