Chi si trovi in queste ore a passare per la stazione di Piazza Garibaldi non può fare a meno di notare decine di lumache giganti e plasticose che invadono con i loro colori la Linea 1

 

NAPOLI – Chi si trovi in queste ore a passare per la stazione di Piazza Garibaldi non può fare a meno di notare decine di lumache giganti e plasticose che invadono con i loro colori la Linea 1 Chiunque conosca lo stato del trasporto pubblico cittadino -e nazionale- non può non pensare che la lumaca, simbolo di sempiterna mosciaria, sia una delicata metafora per lamentare disservizi cittadini. Ma in realtà quelle viscide bestiole stanno lì per ben altra ragione: ad avercele piazzate, infatti, sei artisti internazionali, che fanno parte del Movimento Cracking Art nato nel 1993. Renzo Nucara, Marco Veronese, Carlo Rizzetti, Alex Angi, Kicco e William Sweetlove hanno deciso di cambiare la storia dell’Arte coniugando un forte impegno sociale e ambientale con un rivoluzionario, innovativo uso di materiali plastici che evocano una stretta relazione tra naturale e artificiale. Dopo Puteaux, in Francia, ecco che le lumache arrivano a Piazza Garibaldi per un intervento che lascia tutti i viaggiatori a bocca aperta imponendo loro una riflessione sulla contemporaneità: Cracking infatti, il nome scelto dal gruppo indica proprio il divario tra la naturalità originaria e un futuro sempre più artificiale.”Cracking – si legge sul loro sito- è il processo che serve a trasformare il petrolio in virgin nafta, base per migliaia di prodotti di sintesi, quali la plastica. Per gli artisti appartenenti a questa corrente, “Cracking è quel processo che trasforma il naturale in artificiale, l’organico in sintetico. Un procedimento drammatico, se non è controllato, una scissione che ci mette tutti di fronte a realtà nuove. “Quest’ultima contrapposizione in particolare si riflette nella scelta dei materiali (plastica riciclabile e rigenerata) e quindi nell’impegno sociale e ambientale del movimento. Non si tratta dunque di nulla che abbia a che vedere, come in un primo momento si era inteso, con la protesta in programma per il 13 novembre contro la Buona Scuola.

Sarah Galmuzzi
(foto Marcella Raiola)
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