Tenta di uccidere donna a cena, arrestato 45enne di Teano

L’aggressione scaturita da una lite per futili motivi, durante la cena in casa della vittima, presso cui l’uomo si era recato

Tentato omicidio pluriaggravato di una donna: questa la pesante accusa rivolta a Peppino Licciardi, 45enne di Teano, in provincia di Caserta. L’uomo è stato arrestato dai poliziotti della squadra mobile di Caserta, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip di Santa Maria Capua Vetere, su richiesta della Procura sammaritana. L’aggressione sarebbe scaturita da una lite per futili motivi, durante la cena in casa della vittima, presso cui Licciardi si era recato. I fatti risalgono alla tarda serata del 15 luglio, e sono avvenuti in un’abitazione dell’hinterland casertano. Secondo la ricostruzione investigativa, Licciardi si sarebbe scagliato addosso alla donna con furia, “scatenandosi contro di lei con offese verbali, ma soprattutto fisiche” afferma una nota del procuratore capo Maria Antonietta Troncone. “Infatti – si legge nella nota-, la colpiva con un coltello allo stomaco, tentava di strangolarla sia con le mani che, una volta scaraventata la vittima a terra, salendovi con le ginocchia sul collo, e provava persino a buttarla giù dal balcone dell’appartamento, alto circa 7 metri dal suolo, dopo averle ripetutamente sbattuto la testa contro un muro”. A impedire il peggio “soltanto la strenua resistenza opposta dalla vittima, sfociata poi in uno stratagemma che, benché gravemente ferita, le permetteva di isolare l’uomo e, quindi, chiamare i soccorsi, evitava conseguenze ulteriori”. Per gli inquirenti “le immediate attività investigative conseguite alla denuncia della vittima, hanno permesso di
costruire un quadro indiziario granitico che, supportato da riscontri medico-legali, analisi telefoniche e di immagini, estrapolate da impianti di videosorveglianza, nonché dagli esiti del sopralluogo di polizia
scientifica effettuato sul posto dell’aggressione (che hanno riscontrato tracce ematiche e ambientali perfettamente compatibili col narrato della donna) ha portato alla contestazione della gravissima ipotesi di
reato in questione e, quindi, stante la pericolosità dell’uomo, all’emissione della misura cautelare eseguita”.

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