Consulenze legali, incarichi dirigenziali e commesse ferme: la nota del sindacato ai vertici aziendali e alla Regione
Una durissima nota a firma della Segreteria Provinciale di Confintesa Igiene Ambientale è stata inviata ai vertici di SMA Campania, all’assessore regionale alle Partecipate Fulvio Bonavitacola e agli organismi di controllo della Regione. Al centro del documento, datato settembre 2025, ci sono accuse puntuali di mala gestione, sprechi economici e mancanza di trasparenza all’interno dell’azienda regionale partecipata, che conta circa 900 dipendenti.
Il sindacato, già intervenuto a luglio con una comunicazione ufficiale, ha aggiornato la sua posizione denunciando un contesto che definisce “fuori controllo”, con costi crescenti e scelte gestionali discutibili. A far discutere, in particolare, sono le spese per consulenze, i compensi dirigenziali, la gestione delle commesse ambientali e la scarsa applicazione delle normative regionali.
Secondo quanto riportato da Confintesa, nei primi giorni di settembre sarebbero stati affidati incarichi legali esterni per un valore di circa 40 mila euro, in favore di professionisti che presenterebbero evidenti conflitti di interesse. Si tratta, denuncia il sindacato, di una spesa che va ad aggiungersi a quelle già contestate nei mesi precedenti e che grava ulteriormente sui bilanci della società.
Nel mirino della sigla sindacale anche il costo dell’affitto della sede G3, che ammonterebbe a circa 100 mila euro l’anno, considerato sproporzionato rispetto alle esigenze operative. Ancora più critico il giudizio sulle spese per la dirigenza: il Direttore Generale percepirebbe un compenso superiore ai 200 mila euro annui, cifra che sarebbe stata aggiornata di recente senza che il contratto venisse reso pubblico, contravvenendo ai criteri di trasparenza previsti per le partecipate regionali.
Confintesa segnala anche l’anomalia legata alla figura del Dirigente Tecnico, al quale sono affidate contemporaneamente numerose responsabilità: Direttore Tecnico, Delegato Datore di lavoro per la sicurezza (D.lgs. 81/08), Responsabile Unico del Procedimento (RUP), nonché Direttore del Depuratore di Napoli Est. Per l’insieme di queste funzioni, il dirigente riceverebbe anche un’indennità aggiuntiva di circa 20 mila euro annui.
Altro punto critico riguarda la nomina di un nuovo dirigente amministrativo, avvenuta secondo il sindacato nonostante un’interpellanza interna lo avesse giudicato “inidoneo”. Il costo della posizione ammonterebbe a circa 120 mila euro l’anno.
Sul fronte operativo, Confintesa denuncia l’emergenza ambientale a Castel Volturno, dove una griglia sarebbe alimentata esclusivamente tramite gruppo elettrogeno, con un costo mensile in carburante stimato intorno ai 3 mila euro. “Siete a conoscenza dell’esistenza dell’Enel?”, ironizza il sindacato, evidenziando l’assurdità di una situazione che andrebbe risolta con un allacciamento alla rete elettrica.
Gravi anche i danni economici causati dai fermi prolungati di commesse importanti come Polizia Idraulica, Difesa del Suolo e Compostiere, che avrebbero comportato la perdita di ricavi e interruzioni nei servizi. A questo si aggiunge, secondo il sindacato, la mancanza di trasparenza nella rotazione degli RUP e dei responsabili di commessa, oltre all’assenza di un regolamento interno che permetta la mobilità del personale tra i vari progetti.
Criticità vengono segnalate anche nella gestione degli impianti, in particolare al depuratore di Napoli Est, dove le spese per la videosorveglianza e la manutenzione degli spogliatoi sarebbero considerate “sproporzionate” rispetto ai benefici effettivi.
Infine, Confintesa punta il dito contro la gestione delle spese accessorie, come straordinari e trasferte, che non sarebbero assegnate secondo criteri di produttività. Anzi, si legge nella nota, “chi non produce viene premiato”, in un contesto dove le differenze economiche tra i dipendenti si ampliano e la Legge Regionale 27/2019 non viene applicata.
Alla luce di quanto esposto, la Segreteria Provinciale Confintesa Igiene Ambientale ha chiesto un incontro urgente con i vertici aziendali e l’amministrazione regionale, per affrontare in modo trasparente e costruttivo una situazione definita ormai “insostenibile”.
Per il sindacato è tempo di un cambio di passo: basta sprechi e incarichi opachi, servono trasparenza, valorizzazione del personale interno e un piano di riorganizzazione che rimetta al centro il servizio pubblico e l’equità tra i lavoratori.
CiCre

