Sindacato giornalisti sui pestaggi in carcere: “No alla censura dell’informazione”

 

Uno scandalo di enormi dimensioni che in un altro Paese avrebbe portato a dimissioni eccellenti.

Il Sindacato unitario giornalisti della Campania esprime preoccupazione per le continue e inopportune ingerenze sul mondo dell’informazione per il racconto giornalistico sulle torture ai detenuti presso il carcere di Santa Maria Capua Vetere, compresa quella del ministro della Giustizia.

La Stampa in Italia non può e non deve essere sottoposta ad alcun tipo di censura. Sarebbe, invece, più opportuno che i vertici di sindacati della polizia penitenziaria e istituzioni, che chiedono all’informazione di autolimitarsi, si occupassero di uno scandalo di enormi dimensioni che in un altro Paese avrebbe portato a dimissioni eccellenti.

Tra l’altro, la reale comprensione di quanto è accaduto è stata possibile grazie alle immagini e alle informazioni pubblicate dai giornali, senza le quali avrebbe prevalso il tentativo di insabbiare tutto.

E importante, invece, che i giornalisti che stanno lavorando su questa inchiesta, rispettando esclusivamente il diritto essenziale dei cittadini ad essere informati, lo facciano nel modo più ampio possibile, continuando a fare emergere lati oscuri di una vicenda inquietante che rappresenta una macchia sul sistema carcerario italiano.

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