Il sindaco “socialista” Vincenzo Simonelli ha avallato atto vessatorio nei confronti di una dipendente comunale e rappresentante sindacale Cgil
Il Comune di Saviano reprime le critiche e il dissenso a colpi di contestazioni disciplinari. Una singolare scelta gestionale e amministrativa avallata dal sindaco, il “socialista” Vincenzo Simonelli.
Nelle ultime ore è stata attivata addirittura l’Ufficio dei Procedimenti Disciplinari composto dal segretario generale Emanuela Maria Costa, la responsabile del settore personale – legale Milena Alfieri, il responsabile del settore urbanistica Franco Annunziata e dall’istruttrice-segretaria Agostina Giannetti per notificare una contestazione disciplinare alla dirigente comunale dell’ufficio economato Giovanna De Sena rappresentante sindacale della Cgil e rappresentante dei lavoratori per la sicurezza per avere semplicemente pubblicato lo scorso 25 febbraio un post su Facebook denunciando la realizzazione “anomala” delle strisce pedonali. “Strisce pedonali assassine”, questo il titolo del post di Giovanna.

“La splendida idea delle strisce pedonali nella curva forse nasconde la volontà di eliminare fisicamente noi Siricani? – scriveva Giovanna – Certo che gli ingegneri stradali sono davvero persone squisite, ma a tavola, non quando decidono rotonde o attraversamenti. E i vigili urbani dove sono? Vengono solo a multare di nascosto le macchine sul marciapiede?”
La dipendente comunale provvedeva a pubblicare anche una foto per integrare la denuncia.

Il sindaco “socialista” Simonelli, di fronte ad una segnalazione pubblica di tale portata avrebbe dovuto attivare gli uffici per cancellare le strisce, effettuare contestualmente delle verifiche interne e individuare i responsabili delle opere realizzate male.
Invece, il primo cittadino di Saviano ha avallato un atto vessatorio nei confronti di una dipendente, una lavoratrice che ha agito con senso di responsabilità, spirito di appartenenza per difendere gli interessi collettivi. Tra l’altro, Giovanna De Sena, nella qualità di rappresentante dei lavoratori per la sicurezza si occupa anche di tutelare la salute delle persone.
Un atto vessatorio che potrebbe configurarsi come mobbing o addirittura Bossing con effetti devastanti per l’integrità psico-fisica della dipendente comunale.
E non solo. A quanto pare l’amministrazione comunale continuerebbe ad avallare la concessione di premi di produttività e di risultato in favore di un ristretto numero di dipendenti senza indicare i criteri di valutazione, gli obiettivi e i progetti realizzati. Elementi che meriterebbero l’attenzione da parte della sezione regionale della Corte dei Conti e della Guardia di Finanza.

Ancora un atto vessatorio di una sedicente sinistra che quando assume incarichi di governo nazionale e locale si distingue utilizzando metodi reazionari contro tutti coloro che rivendicano il rispetto dei diritti o si permettono di dissentire.
Sulla vicenda non ha ancora assunto una posizione netta la Cgil Funzione Pubblica di Napoli. Un ritardo inaccettabile, assurdo, inaudito.

Giovanna è amareggiata ma non molla.
“Da quando sono stata raggiunta da un provvedimento disciplinare (preciso che sono l’unica dipendente ad averne ricevuto quattro nella storia del comune di Saviano dal 1867), mi sono fatta una domanda molto ma molto importante: quando finisce il mio ruolo di dipendente e quando comincia quello di libera cittadina? – domanda Giovanna De Sena – Questi regolamenti disciplinari, tra l’altro sempre più simili alle leggi fascistissime, modificati e intensificati da norme sempre più severe, e senza che i sindacati se ne “fottessero”, seguono i dipendenti anche fuori dal luogo del lavoro? Cioè io, Giovanna De Sena, devo rispettare il codice di comportamento durante l’orario di lavoro (e lo faccio benissimo tant’è che ho pagelle inappuntabili), e devo continuare ad osservarlo anche a casa mia, al mare, in montagna, in viaggio per il mondo? – aggiunge la dipendente comunale – questa tematica è di vitale importanza perché riguarda la mia libertà individuale e sociale”
Intanto, Giovanna ha contattato l’avvocato Giuliana Quattromini, nota giuslavorista napoletana, conferendogli l’incarico per la tutela legale.
Ciro Crescentini
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