Sanità campana, stop ai manager condannati? Il consiglio regionale boccia la norma

Respinto dall’aula l’emendamento del Movimento 5 stelle per vietare la nomina di direttori generali condannati con sentenza, anche non definitiva, della Corte dei Conti

Stop ai direttori generali della sanità campana, se condannati con sentenza, anche non definitiva, della Corte dei Conti. E sempre che il danno erariale sia causato da condotte dolose. La Campania volta pagina? Nemmeno a parlarne, perché la tagliola anti-condannati era in un emendamento alla legge di semplificazione, proposto dal M5S. Invece, il consiglio regionale lo ha respinto senza pietà. Dubbi di costituzionalità, per la previsione sulle condanne non definitive? O forse timori di un’invasione di campo, per una materia regolata dalla normativa nazionale, peraltro richiamato dall’emendamento (sanzioni alle regioni in disavanzo sanitario)? Tutto può darsi, per spiegare la fulminea bocciatura del consiglio. E mentre ammiriamo i consiglieri impegnati in raffinate riflessioni giuridiche – elaborate alla velocità della luce – scacciamo via ogni sospetto. No, non potrebbe mai averli sfiorati il pensiero di indagini della magistratura contabile. L’ultima in ordine di tempo, quella dello scorso febbraio, con 12 citazioni a giudizio nei confronti di direttori generali, direttori sanitari ed amministrativi. L’accusa: avrebbero sforato i parametri della spending review. Ma l’ipotesi è irreale: si sa, i consiglieri non leggono i giornali.

Gianmaria Roberti

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