San Vitaliano, ecoballe a fuoco: si teme disastro ambientale

L’incendio all’interno dell’azienda Ambiente del gruppo Bruscino, sul posto 12 squadre dei vigili del fuoco. Altissime colonne di fumo visibili anche da lunga distanza

Maxi rogo di ecoballe a San Vitaliano, nell’area nolana. Si teme un disastro ambientale, e c’è il rischio diossina. L’incendio è scoppiato all’interno dell’azienda Ambiente del gruppo Bruscino, che si occupa di smaltimento di plastiche. Le colonne di fumo, altissime, sono visibili anche da lunga distanza. Sul posto 12 squadre dei vigili del fuoco, all’incirca 50 uomini. Tra loro anche i caschi rossi della squadra Nbcr, che interviene quando dagli incendi di sprigionano sostanze pericolose. Allertata anche l’Arpac. Secondo quanto confermato dalla centrale operativa dei vigili del fuoco non ci sono persone coinvolte. L’allarme è stato lanciato alle 15, quando il denso fumo nero ha invaso la statale del Vesuvio, creando disagi alla circolazione. Le fiamme sono divampate nel cortile dell’azienda, per coinvolgere poi un cumulo di rifiuti accantonati. Gli stabili in cui avviene lo stoccaggio non sono stati interessati. Le indagini sulle cause sono in corso da parte dei carabinieri di Castello di Cisterna e dei pompieri.

 

DI MAIO: “BASTA SCUSE” – “Anche oggi la mia gente è costretta a chiudere le finestre per l’ennesimo rogo tossico nella Terra De Fuochi. Questa volta è andato in fiamme un deposito di plastica”. Così il vicepremier e ministro dello Sviluppo Economico e del Lavoro, Luigi di Maio, commenta su Facebook il maxi rogo. “Non ci sono più scuse. Adesso – avverte – siamo al governo e la mia gente ha il diritto di respirare. Questo è l’ennesimo rogo che riguarda gli impianti di stoccaggio e riciclo dei rifiuti. Quasi 300 in due anni in tutta Italia. Un numero impressionante che non può essere considerato casuale”.

 

COSTA: “ATTIVATI I NOE” – Il ministro dell’ambiente, Sergio Costa, rifereisce di aver “attivato i Noe” dei carabinieri. “Stiamo monitorando e seguendo con attenzione – afferma Costa – quanto sta avvenendo a San Vitaliano, nel napoletano, dove ha preso fuoco un’azienda per il riciclaggio e deposito di ecoballe. Siamo in contatto con le autorità locali competenti e ci stiamo informando perché i cittadini sono giustamente spaventati dalla colonna di fumo che secondo le prime notizie sarebbe alta fino a 30 metri”. “Siamo oltremodo consapevoli – aggiunge . che questo è l’ennesimo rogo che riguarda gli impianti di stoccaggio e riciclo dei rifiuti. Quasi 300 in due anni in tutta Italia. Un numero impressionante che non può essere considerato casuale. Ci siamo già attivati per poter fare chiarezza”.

 

BONAVITACOLA: “NON COINVOLTE ECOBALLE” – Il vicepresidente della Regione e assessore all’Ambiente, Fulvio Bonavitacola, comunica che “Diversamente da quanto riportato in alcuni comunicati stampa, va precisato che l’incendio si è sviluppato all’interno di capannoni adibiti a deposito di materiali derivanti da raccolta differenziata di rifiuti solidi urbani e materiali ingombranti. Non interessa in alcun modo siti adibiti a deposito delle ecoballe”. “Purtroppo l’episodio – aggiunge – investe un’area già interessata da generali problematiche d’inquinamento atmosferico. Ho chiesto all’Arpac, che è già operativa sul posto con personale specializzato,  di tenere sotto costante monitoraggio la situazione, con particolare riguardo alle esalazioni dei fumi. Alla preesistente centralina fissa di rilevazione già ubicata in zona, da domattina si aggiungerà un laboratorio mobile per un monitoraggio dell’aria più completo nell’intera zona circostante ai luoghi dell’incendio”.

LEGAMBIENTE: “ESCALATION SOSPETTA” –  “C’è puzza di bruciato dietro l’escalation di incendi sospetti che nell’ultima settimana stanno colpendo impianti di gestione e stoccaggio dei rifiuti in Campania”. Lo sostiene, in una nota, Michele Buonomo della segreteria nazionale Legambiente. “Chi ha interesse a mettere in ginocchio un sistema che, grazie alla raccolta differenziata, sta provando a valorizzare ed incrementare l’economia circolare – si chiede – Dopo gli incendi che hanno colpito aziende nel Salernitano siamo oggi di fronte ad un nuovo caso di incendio e siamo preoccupati per l’incremento di episodi di questo tipo anche e soprattutto per le potenziali ricadute sull’ambiente e la salute dei cittadini. È necessario uno sforzo ulteriore da parte dell’autorità giudiziaria e di controllo per comprendere se esiste un filo conduttore tra tutti questi casi che sta scatenando una nuova guerra dei rifiuti”.

 

ORTOLANI: “DUE CASI IN POCHI GIORNI, GATTA CI COVA?” – Il geologo Franco Ortolani, parlamentare del M5s, scrive su Facebook: “L’ennesimo fuoco nella terra più fertile d’Italia vicino a San Vitaliano a due passi da Pomigliano d’Arco città del ministro Di Maio. Oggi domenica1 luglio 2018, pomeriggio, su segnalazione di vari cittadini tra cui Tommaso Basile. Inquinanti un’atmosfera e poi sul suolo e naturalmente nei polmoni di chi respira l’aria sottovento. Ci vorrebbe una centralina mobile come pronto intervento per misurare gli inquinanti; almeno una”. Ortolani ricorda che “la settimana scorsa un altro impianto simile la Nappi Sud di Battipaglia è stato interessato da un incendio. È l’ennesimo impianto di trattamento rifiuti per il riciclo/riuso che stranamente subisce un incendio. Gatta ci cova? Vedremo!”.

(Foto apertura Protezione Civile Cobra Due/Fb)



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