Manifestazione regionale a Napoli: sanità pubblica, bonifiche, welfare al centro della protesta contro la deriva militarista e l’abbandono sociale.
Venerdì 30 maggio, Napoli non resterà in silenzio. Alle ore 16, in Piazza del Gesù, cittadini, attivisti, comitati e operatori sanitari si ritroveranno per una manifestazione regionale che ha al centro un’urgenza collettiva: la difesa del diritto alla salute psico-fisica e la rivendicazione di un futuro libero da inquinamento, povertà e militarizzazione.
L’iniziativa è promossa dal Coordinamento per il Diritto alla Salute Campania, che da tempo denuncia il progressivo smantellamento del sistema sanitario pubblico, l’abbandono delle aree inquinate e la crescente spesa statale in armamenti e conflitti a discapito dei bisogni reali della popolazione.
Sanità pubblica: un diritto, non un privilegio
La Campania paga da anni il prezzo di tagli sistematici, ospedali al collasso, carenza cronica di personale e liste d’attesa infinite. A questo si aggiungono le disuguaglianze territoriali, che colpiscono soprattutto le periferie e le aree interne. “La salute è un diritto universale – spiegano gli organizzatori – ma nella nostra regione sempre più persone rinunciano a curarsi per motivi economici”.
Ambiente e bonifiche: basta zone sacrificate
Nel mirino anche l’assenza di politiche concrete per la tutela dell’ambiente. I territori inquinati della Campania, dalla Terra dei Fuochi alle aree industriali dismesse, aspettano da anni bonifiche promesse e mai realizzate. L’impatto sanitario dell’inquinamento è devastante: tumori, malattie respiratorie, sofferenza quotidiana per migliaia di famiglie.
No alle spese militari, sì ai servizi sociali
Il Coordinamento lancia un messaggio chiaro anche al governo centrale: non si può continuare a stanziare miliardi per armi e guerre, mentre scuole, ospedali e servizi essenziali vengono abbandonati. “Vogliamo che i soldi pubblici siano investiti nella salute, nel welfare, nella transizione ecologica. L’unica sicurezza è quella sociale e ambientale, non quella militare”.
L’appello alla partecipazione
L’appuntamento del 30 maggio vuole essere una giornata di lotta, ma anche di speranza e costruzione collettiva. Tutti sono chiamati a partecipare: cittadini, studenti, lavoratori, sindacati, associazioni. “Ci vogliono divisi e rassegnati – concludono gli organizzatori – ma noi saremo uniti, perché la salute non è un lusso: è vita, dignità e giustizia”.
Red
