Sesta giornata di emergenza nel Sannio. Corteo funebre in nero da piazza Mercato al municipio contro l’immobilismo delle istituzioni.
Non si placano la tensione e la preoccupazione nella Valle Caudina. L’incendio che da sei giorni avvolge il capannone della Ecoenergy è ormai quasi del tutto domato, ma il fumo e l’ombra di un pesante disastro ambientale continuano a pesare sulla comunità. Questa mattina, le strade del comune sannita sono state teatro di una partecipata e rabbiosa mobilitazione spontanea: un corteo di giovani e residenti, vestiti completamente di nero, si è mosso da piazza Mercato per raggiungere la sede del municipio.
La protesta arriva a margine del sopralluogo effettuato oggi dal deputato Francesco Borrelli, che ha potuto constatare di persona la gravità della situazione. Tuttavia, la risposta delle istituzioni viene vissuta dalla cittadinanza come tardiva e insufficiente.
Dal cuore del corteo si alza un grido disperato e d’accusa contro l’immobilismo politico e un modello di sviluppo industrializzato considerato insostenibile. Le parole dei manifestanti fotografano un disagio profondo, che va ben oltre la tragica emergenza degli ultimi giorni:“C’è da mandare via queste fabbriche da Airola perché il problema non è soltanto il rogo, non è soltanto l’incendio, non sono soltanto i rifiuti e quindi poi il sistema che lo permette, ma è tutto quello che respiriamo da quando siamo nati.”
Il sito di stoccaggio rifiuti della Ecoenergy, trasformato in una polveriera a cielo aperto, ha riacceso i riflettori su una questione irrisolta legata alla sicurezza ambientale e alla tutela della salute pubblica nell’area. Mentre i vigili del fuoco completano le ultime operazioni di spegnimento e messa in sicurezza, la popolazione chiede risposte chiare, controlli stringenti e una bonifica radicale del territorio, rifiutandosi di considerare l’accaduto come un semplice incidente isolato.
Ciro Crescentini

