Cgil Napoli e Campania, Slc Cgil, Articolo 21, Imbavagliati e Free Assange Napoli, Associazione Comma 2 lavoro e dignità in piazza per sostenere Sigfrido Ranucci e la redazione di Report
La difesa della libertà di informazione diventa una battaglia politica e democratica. È questo il significato del presidio organizzato questa mattina a Napoli sotto la sede Rai per esprimere solidarietà a Sigfrido Ranucci e alla redazione di Report, nel quadro delle iniziative promosse da Associazione Comma 2 Lavoro e Dignità, Articolo 21 e Imbavagliati – Festival Internazionale di Giornalismo Civile, in collaborazione con Free Assange Napoli.
Una mobilitazione che mette nel mirino le scelte del servizio pubblico radiotelevisivo e, più in generale, il rapporto tra politica, Rai e libertà di stampa. Al centro c’è la difesa del giornalismo d’inchiesta e della sua funzione di controllo democratico: un’informazione che, proprio perché capace di entrare nelle vicende più controverse e di portare alla luce fatti di interesse pubblico, non può essere condizionata o indebolita.
Al presidio ha aderito la Cgil Napoli e Campania, insieme alla Slc Cgil Napoli e Campania, la categoria sindacale che rappresenta le lavoratrici e i lavoratori del servizio pubblico radiotelevisivo. Una presenza che assume un peso politico preciso: difendere l’autonomia dell’informazione significa difendere uno dei pilastri della democrazia e contrastare qualsiasi tentativo di ridimensionare il ruolo della Rai come servizio pubblico.
Il segretario generale della Cgil Napoli e Campania, Nicola Ricci, intervenendo alla manifestazione, ha ribadito la necessità di una presa di posizione pubblica e collettiva: “È giusto ed opportuno fare questo presidio perché in questo Paese è in campo una battaglia per la libertà di informazione che questo Governo sta mettendo a rischio intervenendo anche sul servizio pubblico della Rai e sul giornalismo d’inchiesta come quello di Report. Format che toglie il velo su fatti ed inchieste con forte interesse pubblico. E il risultato è che si sta consumando una vendetta politica nei confronti di chi ha è stato oggetto di un attentato. Quel tipo di informazione e quella trasmissione vanno tutelate e noi lo facciamo anche con questo presidio di solidarietà e democrazia”.
Parole che collocano la vicenda di Report dentro un quadro più ampio: quello dello scontro sul modello di informazione pubblica e sulla possibilità, per il giornalismo d’inchiesta, di continuare a svolgere il proprio lavoro senza pressioni o condizionamenti politici.
La Slc Cgil Napoli e Campania ha scelto di essere in prima linea proprio perché la partita riguarda non soltanto un singolo giornalista o una trasmissione, ma l’intero servizio pubblico e le condizioni nelle quali operano quotidianamente le lavoratrici e i lavoratori della Rai.
La segretaria generale Giulia Guida ha spiegato così la posizione dell’organizzazione: “Abbiamo voluto fortemente partecipare a questa iniziativa, – ha detto la segretaria generale Slc Cgil Napoli e Campania, Giulia Guida, intervenendo al presidio – perché crediamo che sia una battaglia di civiltà in difesa di un diritto sacrosanto come la libertà di stampa e di informazione, messo sicuramente sotto attacco dal governo Meloni. E le scelte che oggi sta facendo la RAI, con la sospensione del giornalista Sigfrido Ranucci, ma soprattutto quella di non garantire la continuità a questa redazione è – ha evidenziato Guida – una battaglia che noi vogliamo fortemente sostenere. Per cui saremo sempre in campo, Cgil e Slc, in difesa di un diritto garantito non solo dalla Costituzione ma anche dalle normative europee che, in questo momento, sono una garanzia”.
Significative le dichiarazioni della giuslavorista Giuliana Quattromini dell’Associazione comma 2 lavoro e dignità: “L’attacco non è solo a Sigfrido Ranucci, ma al tipo di informazione che viene messo in discussione da parte dell’establishment e del Governo. Ranucci è soltanto una pedina in questa vicenda e, voglio dire, c’entra relativamente. È chiaramente il conduttore e il volto principale di questa trasmissione, che è stato poi sostituito in questi giorni, dopo aver creato una frattura, una rottura e una divisione all’interno della stessa redazione. E questa è un’altra operazione abbastanza discutibile”.
Dal presidio napoletano arriva dunque un messaggio politico senza ambiguità: la libertà di stampa non può diventare terreno di regolamento dei conti, né il servizio pubblico può essere trasformato in uno spazio sottoposto alle convenienze della politica.
Associazione Comma 2 Lavoro e Dignità,rticolo 21, Imbavagliati – Festival Internazionale di Giornalismo Civile e Free Assange Napoli, insieme alla Cgil Napoli e Campania e alla Slc Cgil Napoli e Campania, hanno portato davanti alla sede Rai una richiesta che riguarda l’intera comunità democratica: garantire pluralismo, autonomia e continuità al giornalismo d’inchiesta e difendere il diritto dei cittadini a essere informati.
Perché la posta in gioco, oltre la vicenda di Ranucci e di Report, è il futuro stesso del servizio pubblico e la possibilità di esercitare pienamente il diritto all’informazione senza che questo venga piegato agli equilibri politici del momento.
Ciro Crescentini
