L’imprenditore condannato per collusione coi Casalesi in aula per l’udienza del processo a Cosentino

SANTA MARIA CAPUA VETERE – Condannato per collusione con il clan Bidognetti, l’imprenditore dei rifiuti racconta in aula la sua verità. “Tutti i sindaci e i politici di ogni colore e livello venivano a chiederci assunzioni in Eco4”. Sergio Orsi parla durante l’udienza del processo a Nicola Cosentino e risponde alle domande di Stefano Montone, difensore dell’ex sottosegretario. Spiega come sarebbe funzionato il sistema Eco4, la società che gestiva col fratello Michele, che all’inizio degli anni 2000 effettuava la raccolta dei rifiuti in 20 Comuni del Casertano per conto del Consorzio pubblico Caserta4. “Assumemmo persone su segnalazione dei parlamentari Nicola Cosentino – afferma Orsi – Mario Landolfi, Lorenzo Montecuollo, Lorenzo Diana, di tutti i sindaci del Casertano, compreso quello di Caserta Luigi Falco. L’ex senatore di An Gennaro Coronella credo che parlò con mio fratello Michele per le assunzioni”. Falco e Montecuollo, ex deputato Udc, sono deceduti. Gli altri politici tirati in ballo negano gli addebiti. Ma Orsi rivela anche dettagli delle relazioni pericolose con la camorra. Dichiara di aver nascosto per anni a forze dell’ordine e magistrati un memoriale scritto dal fratello prima di essere trucidato il primo giugno 2008 da Giuseppe Setola e dal suo gruppo di killer. Un documento che nel novembre del 2014 consegnò al pm della Dda di Napoli Cesare Sirignano. Il memoriale conteneva accuse e sospetti allo stesso Setola e informazioni sensibili sugli appalti. Parole che fanno infuriare il pm Milita. “Lei si rende conto di quello che sta dicendo?”. L’imprenditore giustifica la mancata consegna nel 2008 col fatto di non avergli dato “un gran peso; era incompleto, io e mio fratello – aggiunge – avremmo dovuto ampliarlo e terminarlo anche con una registrazione audio ma non lo facemmo perché poi Michele morì”.

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