Referendum, l’appello al No di Zanotelli: “Per questa riforma radicale serviva la costituente”

Incontro al Vomero sulle ragioni di chi è per la bocciatura del ddl Renzi-Boschi

Le ragioni del No al referendum approdano al Vomero, in un incontro al centro Shekinà. A parlarne il missionario comboniano alex Zanotelli e Maurizio De Stefano, del comitato per il No di Napoli, introdotti dal docente Marco D’Angelo. Zanotelli respinge “le visioni apocalittiche” di chi paventa una vittoria del No il 4 dicembre, perché “non servono a nulla sia che vinca il sì che vinca il no. Ma se vince il sì – avverte – ci resta la lotta da fare per l’Italicum, micidiale con questi cambiamenti”. Il sacerdote però ammonisce: “La costituzione è nata in un momento storico fondamentale, dopo gli anni durissimi del fascismo e una guerra mondiale, quando è sorta una nuova coscienza nazionale espressa in quella costituzione. Questo è un cambiamento radicale, con 47 articoli toccati dalla riforma, ed è molto grave Una costituzione si può modificare, ma come c’è stata un’assemblea costituente a prepararla allora ci deve essere anche oggi. Non può essere un governo, tra l’altro molto minoritario, a decidere una cosa del genere”. De Stefano sostiene che gli allarmismi sul voto “Derivano dall’ambiente che ha condizionato questa riforma: l’establishment finanziario mondiale di cui fanno parte la Fiat e Jp Morgan. Dieci anni fa fu bocciata la riforma di Berlusconi e non accadde nulla”. “Se vince il Sì – afferma l’esponente del comitato per il No – avremo un brutta carta costituzionale che non favorirà ne governabilità né la formazione del processo legislativo. Aumenterà il contenzioso tra le due camere, perchè il bicameralismo di fatto resta su molte materie e molti provvedimenti, come aumenterà quello tra Stato e Regioni, perché la riforma del titolo V esproria le Regioni di molte competenze assegnandole allo stato centrale”.

Gianmaria Roberti

Condividi sui social network
  • gplus
  • pinterest