Clamoroso gesto di protesta contro la chiusura degli ospedali periferici. Il TAR conferma lo stop, vertice fissato con Fico
La rabbia dei cittadini non si ferma e la battaglia per la difesa della sanità locale si fa sempre più dura. Non cessa la protesta contro la chiusura definitiva dei punti nascita negli ospedali di Sapri, Piedimonte Matese e Sessa Aurunca, una decisione finita anche sulle carte bollate e confermata di recente dalla sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale.
La cancellazione dei reparti di maternità lascia interi territori montani e periferici con servizi essenziali ridotti al lumicino, costringendo le future mamme a faticosi e rischiosi viaggi della speranza verso le strutture centrali. Una scelta che comitati e residenti considerano inaccettabile e pericolosa per la sicurezza di donne e neonati.
A dare voce all’indignazione popolare con un gesto clamoroso è stato il consigliere regionale Gennaro Oliviero, che per protestare contro il provvedimento ha deciso di incatenarsi direttamente tra i banchi del Consiglio Regionale della Campania. Un’azione forte, pensata per accendere i riflettori su una situazione stremata dai tagli.
Intanto la mobilitazione civile incassa un primo risultato: i comitati di cittadini hanno ottenuto per il prossimo 2 novembre un tavolo di confronto urgente con il governatore Fico. L’obiettivo del vertice sarà tentare di riaprire i margini di trattativa e salvare un presidio di salute fondamentale per le comunità locali.
Alessandro Manna

