Si era tagliato la barba per non farsi riconoscere il pregiudicato accusato di aver ridotto in fin di vita il sovrintendente Barbato

NAPOLI – Aveva tagliato la barba per rendersi meno riconoscibile, dopo il boom virale della sua foto sul web. Ma la polizia aveva già stretto il cerchio intorno a lui. Raffaele Rende si è arreso subito: “Rende sono io, non sparate”. In 48 ore di caccia furiosa, l’uomo accusato di aver ferito gravemente il poliziotto Nicola Barbato lo avevano cercato anche in altre aree della Campania, per individuarlo alla fine in un anonimo appartamento di corso San Giovanni, periferia est.

Rende ieri sera è stato condotto nella Questura di Napoli. Nella notte è stato interrogato dal pm Maurizio De Marco. Quattro persone, in qualche modo collegate alla fuga sono state denunciate dalla per favoreggiamento. Il 27enne deve rispondere di duplice tentativo di omicidio, estorsione aggravata, detenzione e porto abusivo di arma, aggravati dalle modalità mafiose. L’arrestato è stato trasferito nel carcere di Secondigliano. Prima di lui, venerdì scorso, era stato fermato il 28enne Roberto Gerard (nella foto in basso), ritenuto complice durante le fasi dell’agguato.
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