Negoziante ucciso da calcinacci a Napoli, pm a caccia di colpevoli: il Comune si assolve

La morte di Rosario Padolino, aperto fascicolo per omicidio e crollo colposi. Accertamenti sulla rete sfondata dal cornicione caduto in via Duomo e sull’esistenza di una diffida delle autorità al condominio. L’assessore comunale Borriello: “L’amministrazione non ha responsabilità”

La morte del commerciante Rosario Padolino a Napoli, si indaga per omicidio e crollo colposi. Il fascicolo sul cornicione killer di via Duomo, ancora senza indagati, è affidato al sostituto procuratore Stella Castaldo, del pool Lavoro e Colpe Professionali della procura partenopea, coordinato dal procuratore aggiunto Giuseppe Lucantonio. Carabinieri e la Polizia Municipale stanno acquisendo documenti a ascoltando persone informate sui fatti. In corso anche l’identificazione di tutti i proprietari delle abitazioni dei palazzi coinvolti. Tra i primi obiettivi, stabilire se la rete protettiva, sfondata dal crollo, era lì a seguito di una diffida delle autorità competenti, dal Comune ai  Vigili del Fuoco. Intanto, Palazzo San Giacomo annuncia la sospensione temporanea dei lavori in via Duomo, previsti nel programma Centro Storico Sito Unesco. Lo stop è per il cantiere dalla intersezione di via San Biagio dei Librai alla intersezione con via dei Tribunali. Inoltre, per tutti gli stabili privati, prospicienti all’area di cantiere di via Duomo, è in arrivo uno specifico atto amministrativo, finalizzato alla richiesta di aggiornamento delle condizioni strutturali.

 

 

IL COMUNE: “NON ABBIAMO RESPONSABILITÀ”. L’Amministrazione comunale, in una nota,  “ritiene anche opportuno precisare i contenuti essenziali dell’attività del Servizio sicurezza abitativa dell’Ente”. Va subito precisato: sui “tragici fatti che si sono verificati a via Duomo 228”, nel “ribadire ancora una volta la piena e totale vicinanza alla famiglia del sig. Rosario Padolino”, il Comune di Napoli nega ogni responsabilità.  In un report, Palazzo San Giacomo annota che “nel primo semestre del 2019, a seguito di 562 accertamenti tecnici, di cui solo 340 hanno riguardato dissesti delle facciate, sono state emesse 497 ordinanze sindacali relative a 212 fabbricati, di cui 18 sono stati interessati anche da provvedimenti di sgombero” Tali ordinanze riguardano le seguenti macro categorie di problematiche: il 30% interessa gli ambienti interni dei fabbricati, come solai d’interpiano, rotture di impianti, impermeabilizzazioni, etc.; il 45% l’involucro dei fabbricati (facciate e coperture), come distacco d’intonaci, distacco di elementi decorativi, parti di balconi, infissi esterni, etc; il 25% le maglie strutturali dei fabbricati, come crolli provocati da lavori non eseguiti a regola d’arte, degenerazioni strutturali a sistemi fognari e/o idrici.
“È già allo studio dell’amministrazione comunale – aggiunge l’assessore alla Sicurezza Abitativa Ciro Borriello – un regolamento con norme ancora più stringenti riguardanti le prescrizioni ai condomini privati, principalmente per quelli interessati da lavori di ristrutturazione, ciò al fine della tutela della pubblica incolumità”. Borriello precisa che nelle prossime ore “verranno convocati gli Ordini professionali e tutte le articolazioni comunali interessate, a partire dall’Avvocatura Municipale, per definire un nuovo quadro operativo tendente a stabilire un cronoprogramma da far recepire ai condomini privati”

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