Napoli, usano lo stato d’emergenza anti-Covid per criminalizzare le lotte dei disoccupati

Notificate centinaia di multe

Le norme dello Stato d’eccezione approvate nel nostro Paese nell’ambito dell’emergenza Covid stanno riducendo gli spazi alla democrazia, intensificano il controllo sociale e la militarizzazione dei territori e criminalizzano le lotte sociali. A Napoli è in atto un attacco autoritario e vessatorio contro i disoccupati.

Abbiamo superato oramai le centinaia di multe in 18 mesi per le normative Covid, per le quali puoi schiattare a lavoro ma non si può fare un corteo all’area aperta. Sempre affiancate a accuse penali per manifestazione non autorizzata, blocchi stradali, violenze – spiega Eduardo Sorge dirigente del SiCobas e portavoce del Movimento disoccupati 7 Novembre – Sono in corso proprio ora ad alcuni nostri compagni le notifiche di denunce e multe per la mobilitazione della mattina che ci vide protagonisti a Luglio insieme ai lavoratori portuali e solidali manifestare nel Porto di Napoli. Una manifestazione che legava le questioni del lavoro con il tema dell’ambiente

Proprio il G20 dei Ministri dell’Ambiente a Napoli si svolse a pochi passi dalla più grande attività produttiva della città dove si sfrutta, non si applica la legge dei contratti collettivi per i lavoratori, si inquina sversando rifiuti tossici, si smerciano le armi per Israele – conclude Sorge – Tutto questo alla Conateco, del Gruppo MSC Crociera. Il clima di criminalizzazione della nostra lotta, la capacità dei disoccupati organizzati di lottare per la loro vertenza collegandola alle altre lotte sociali non fermerà la nostra determinazione”.

CiCre

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