Napoli, suppletive: Cgil Cisl e Uil si schierano con Ruotolo. I lavoratori si arrabbiano

Nell’occhio del ciclone una conferenza stampa promossa insieme al giornalista “arancione”

Cgil, Cisl e Uil di Napoli e della Campania si schierano in favore di Sandro Ruotolo, candidato del sindaco Luigi de Magistris alle elezioni suppletive del Senato del 23 febbraio e i lavoratori iscritti si arrabbiano. Nell’occhio del ciclone è finita una conferenza stampa promossa per Lunedì prossimo con all’ordine del giorno un generico “Piano per il Sud”, nei fatti un’iniziativa a sostegno di Ruotolo alla quale parteciperanno Nicola Ricci e Walter Schiavella rispettivamente segretario regionale e partenopeo della Cgil, Giovanni Sgambati segretario regionale della Uil, Gianpiero Tipaldi segretario generale della Cisl Campania, Michele Gravano e Francesco Dinacci coordinatori di Articolo Uno, Michela Rostan e Federico Conte e Gugliemo Epifani deputati Liberi e Uguali, Mario Coppeto capogruppo Napoli in Comune. Dura la reazione di molti lavoratori. “Perchè non hanno invitato gli altri candidati? – domanda Federica Ricciuti, commessa – non era più logico un confronto ampio e schietto?” Molti lavoratori sollevano la questione dell’indipendenza del sindacato. “Le organizzazioni sindacali non dovrebbero partecipare alle competizioni elettorali – afferma Marco Ferreri, operatore call center – Il sindacato, invece, è troppo legato ai partiti e meno concentrato sui problemi reali che interessano i lavoratori: la precarietà, i diritti, i salari da fame”. La scelta dei sindacati di schierarsi sul piano politico ed elettorale alle prossime suppletive è un azzardo, un duro colpo all’autonomia, alla rappresentatività. Tra l’altro, non hanno più il potere di “orientare” o di svolgere la funzione di “cinghia di trasmissione”. Recenti ricerche promosse da Istituti come Ipsos mostra come alle ultime elezioni politiche ed europee quasi il 40% dei tesserati a Cgil, Cisl e Uil abbia votato per il Movimento 5 Stelle e la Lega con un gradimento personale per Matteo Salvini pari al 44%. Un sindacato che continua a non affrontare i problemi reali dei lavoratori (Jobs act, diritti, lavoro, precarietà, salute, istruzione) trasformandosi in una sorta di appendice politica è destinato all’estinzione.

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