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Napoli sfila contro violenza e camorra: duemila persone alla Marcia dell’educazione

Redazione by Redazione
16 Maggio 2026
in Campania, Napoli, Notizie correlate
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In corteo con Libera anche il cardinale Mimmo Battaglia: «Disarmare Napoli partendo dai giovani e dalle opportunità»

Sotto la pioggia e nonostante l’allerta meteo, Napoli ha risposto presente alla “Marcia popolare dell’educazione”, il corteo promosso da Libera insieme a oltre 150 associazioni, movimenti sociali e realtà educative del territorio. Ad aprire la manifestazione uno striscione dal messaggio chiaro: “Liberiamo Napoli dalle violenze”.

Lungo il percorso, partito dal centro cittadino e diretto verso corso Umberto, centinaia di persone si sono unite spontaneamente alla marcia, fino a raggiungere circa duemila partecipanti. In strada studenti, educatori, rappresentanti delle istituzioni, sindacati, associazioni e cittadini comuni. Presente anche l’arcivescovo di Napoli, Mimmo Battaglia, che ha voluto rilanciare un forte appello contro la violenza e l’emarginazione sociale.

«Siamo qui per disarmare Napoli, l’auspicio è questo, il sogno è questo, assolutamente. Disarmare cominciando dalle parole e dalle opportunità. Oggi il tempo non ci sta aiutando. Però la città c’è. Soprattutto ci sono i giovani che sono il presente di questa città. E questo non dobbiamo mai dimenticarlo, perché ci sono tante forze positive e i ragazzi sono davvero segno di un sano protagonismo. E questo è bello, bisogna stare accanto, bisogna accompagnare, bisogna camminare insieme a loro», ha dichiarato il cardinale.

Nel suo intervento, Mimmo Battaglia ha sottolineato il valore della responsabilità collettiva davanti al disagio giovanile e alle derive criminali che colpiscono i quartieri più fragili della città.

«Davanti a certe cose io non posso tacere, noi non possiamo tacere. Poi il tutto chiaramente dipende dalla capacità di dare continuità anche alla voce e a queste parole che noi diciamo per renderle davvero credibili. Per me la cosa importante è esserci, è farmi carico di quelle che sono, come Chiesa intendo, le situazioni di disagio che vive questo territorio e trasformare questo disagio in opportunità. E io credo che questo sia davvero possibile ed è la grande lotta sulla quale tutti non possiamo non ritrovarci».

Il passaggio del corteo a Forcella ha rappresentato uno dei momenti più intensi della giornata. Qui è stata ricordata la figura di Annalisa Durante, la giovane vittima innocente di camorra uccisa durante una sparatoria tra clan. Presente il padre, Giovanni, accolto dall’applauso dei manifestanti.

Tra i partecipanti anche Alex Zanotelli, che ha rivolto parole di incoraggiamento ai presenti: «Grazie per essere scesi in piazza, siete un esempio straordinario».

Alla mobilitazione hanno aderito numerose organizzazioni, tra cui Anpi, Cgil e Uil. Per la Cgil erano presenti il segretario generale di Napoli e Campania, Nicola Ricci, e diversi rappresentanti del mondo del lavoro.

«La Cgil c’è. Va fatto uno sforzo collettivo, non in solitaria, da parte di tutta la parte sana della società. In questo corteo promosso dalla Chiesa di Napoli e Libera, c’è chi vuole liberare Napoli dalla criminalità, chi vuole riaffermare i principi della democrazia, per combattere la criminalità organizzata. Nelle nostre città girano troppe armi. Dobbiamo offrire ai giovani un nuovo modello sociale ed educativo. Molti quartieri sono abbandonati al loro destino, ci vuole più Stato, ci vogliono leggi che siano davvero adeguate a queste difficoltà. La Chiesa è in prima linea. Il mondo del lavoro non può sottrarsi. Noi lo facciamo ogni giorno, nei luoghi di lavoro e lo facciamo in questa manifestazione, perché Napoli ha la possibilità di riscattarsi», ha affermato Nicola Ricci.

Nel corteo anche l’ex sindaco ed ex presidente della Regione Campania Antonio Bassolino, accompagnato dalla moglie Anna Maria Carloni, insieme alla presidente di Legambiente Campania Maria Teresa Imparato. Numerosa la presenza dei giovani, in particolare del coordinamento Kaos e delle realtà educative territoriali.

In rappresentanza del Comune di Napoli hanno partecipato la vicesindaca Laura Lieto, con la fascia tricolore, le assessore Maura Striano e Teresa Armato, oltre all’assessore Valerio Di Pietro. Presenti inoltre il segretario metropolitano del Pd Francesco Dinacci e il garante regionale dei detenuti Samuele Ciambriello.

Dal corteo è emersa anche una precisa richiesta politica: superare gli interventi emergenziali e repressivi attraverso strumenti strutturali, come un “decreto comunità” e una legge regionale sull’educativa di comunità, in grado di garantire continuità ai progetti sociali e culturali nei territori più difficili.

L’assessore regionale alle Politiche sociali, Andrea Morniroli, ha ribadito la necessità di mettere al centro delle politiche pubbliche il contrasto alla povertà educativa e il sostegno ai percorsi di crescita dei più giovani.

«Questa manifestazione chiede un salto di qualità. Chiede che temi come il disagio giovanile, i percorsi di crescita dei ragazzi, delle ragazze, dei bambini e delle bambine, e il contrasto alla povertà educativa siano messi al centro delle politiche pubbliche. Siamo qui perché riconosciamo l’importanza di queste richieste», ha spiegato.

Anche Laura Lieto ha richiamato l’urgenza di un impegno costante contro degrado e violenza. «L’impegno su questi temi non è mai sufficiente e deve essere rinnovato ogni giorno, ogni mese, ogni anno, per contrastare la violenza e la brutalizzazione della mancanza di cultura e dell’assenza di un contatto con le cose positive».

Sulla stessa linea il segretario regionale della Uil, Giovanni Sgambati. «È necessario far confluire le energie positive della Napoli migliore soprattutto dal punto di vista educativo. Se saremo in grado di costruire una rete, penso che saremo capaci anche di contrastare la violenza e le tante difficoltà».

A chiudere la giornata il lungo intervento del referente regionale di Libera, Mariano Di Palma, che ha definito la manifestazione l’inizio di un nuovo percorso condiviso tra associazioni, scuole, Chiesa e realtà territoriali.«Oggi si è aperta una strada a Napoli. Quella di chi opera, educa, rigenera, cura e non si arrende alle violenze; di chi chiede una politica pubblica che non si inventi alcun nome nuovo e di propaganda o stereotipo, ma che dia spazio, ascolto, fiato e risorse a chi sta in mezzo e in basso per costruire un futuro con i bambini e i ragazzi della nostra terra; di chi rifiuta stereotipi, marchi e giudizi dall’alto e desidera che la bellezza, lo sport, l’arte e la musica siano strumenti gratuiti e accessibili a tutti, soprattutto a chi oggi non può permetterseli. Oggi Chiesa, associazioni, movimenti e realtà di quartiere, spesso divisi, hanno marciato insieme sfidando anche il maltempo. Per chiudere la partita contro armi e camorre servono asili nido gratuiti, spazi sociali, beni confiscati aperti, punti lettura e luoghi pubblici dedicati allo sport e al gioco. Avanti così. Per altre mille comunità educanti».

Alessandro Manna

Tags: Libera contro la camorraMarcia dell’educazione NapoliMimmo Battaglia NapoliNapoli violenza giovanilepovertà educativa Napoli
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