Iniziativa della Rete Antirazzista
Vernice rossa versata su una bandiera dell’Unione europea, un corteo che si sviluppa dietro uno striscione che recita: “Lutto universale. Rabbia universale.
Basta stragi in mare”.
La rete antirazzista napoletana ha manifestato così oggi pomeriggio fuori alla sede del consolato greco in corso Vittorio Emanuele. Una protesta nata, nella giornata internazionale per i diritti dei rifugiati e delle rifugiate, per denunciare la mancanza di soccorsi al largo di Pylos, dove un naufragio ha causato la morte di oltre 80 persone, ma si teme che la conta delle vittime possa raggiungere il numero drammatico di oltre 500 deceduti, 100 dei quali bambini.

“Assassini”, hanno urlato i manifestanti volgendo lo sguardo verso il palazzo dove sventola la bandiera della Grecia. A scendere in piazza tanti cittadini e studenti, insieme a Mediterranea, Je so’ pazzo, Potere al Popolo e al movimento migranti e rifugiati di Napoli.
“Ma qui, oggi, a questo presidio – denuncia Abdel El Mir del movimento migranti e rifugiati – non abbiamo visto nessuna figura istituzionale. Questo segna una netta differenza tra le passerelle, la retorica e la realtà di questo Paese. C’è una parte di Napoli e una parte di questo Paese che non accetta questa disumanità: non saremo mai complici di quello che i nostri governi stanno facendo”.

“Oggi dovrebbe essere la giornata internazionale del rifugiato, una giornata in cui i governi dovrebbero garantire i diritti dei rifugiati e dei richiedenti protezione internazionale, ma – spiega El Mir – l’Unione europea da trent’anni fa esattamente il contrario. Quello avvenuto in Grecia è solo l’ennesimo naufragio, con più di 100 bambini chiusi in una stiva, rimasti per sette ore sotto le telecamere, gli occhi di Frontex e della guardia costiera greca. Questo segna la disumanità che sta governando l’Unione europea. Oggi il Mediterraneo è la più grande fossa comune del pianeta terra“.
Davanti al consolato greco anche il missionario comboniano padre Alex Zanotelli, per il quale “l’Europa sta naufragando come civiltà. La civiltà è basata sul dare una mano a chi è in difficoltà, noi lo stiamo negando. Mi auguro che la giornata del rifugiato possa trasformarsi in un richiamo a noi in Europa a cambiare strada, o andiamo verso la catastrofe”.
