Accuse a Comune e partiti: «Sei miliardi dalla Regione e zero dibattito pubblico»
Napoli come città anestetizzata, incapace di discutere apertamente del proprio presente e del proprio futuro. È questo il quadro severo ma lucido tracciato da Vincenzo De Luca, intervenuto nel consueto appuntamento social del venerdì, dove l’ex presidente della Regione Campania ha denunciato un clima che soffoca il confronto pubblico e impedisce l’emersione della verità.
Secondo De Luca, nel capoluogo partenopeo si sarebbe consolidato un sistema trasversale di silenzi e complicità che rende impossibile un dibattito autentico. «Qui domina una cappa opaca, una palude in cui tutto viene attenuato, nascosto, reso inoffensivo», ha affermato, evocando meccanismi di potere che ricordano strutture chiuse e autoreferenziali.
L’ex governatore ha respinto con decisione l’idea di una Napoli penalizzata dalle istituzioni regionali, definendola una narrazione falsa e strumentale. «Chi parla di città marginalizzata dice sciocchezze. In questi anni Napoli ha ricevuto dalla Regione finanziamenti per circa sei miliardi di euro», ha sottolineato, rivendicando l’impegno concreto messo in campo dall’amministrazione regionale.
Nel mirino di De Luca finisce invece Palazzo San Giacomo. «L’unica vera assenza a Napoli è un Comune che si occupi realmente della città», ha dichiarato, ricordando le numerose sedute del Consiglio comunale andate deserte e la presenza discontinua del sindaco Gaetano Manfredi nelle sedi istituzionali. Da qui l’appello a un confronto pubblico serio su quanto è stato fatto e su ciò che non è stato fatto.
Il tema della trasparenza torna centrale anche sul dossier Bagnoli. De Luca ha denunciato l’assenza di un vero coinvolgimento democratico nelle scelte che riguardano l’area, lamentando il silenzio delle forze politiche progressiste. «Pd, Sinistra, Verdi e Cinque Stelle non chiedono alcun dibattito pubblico. Tutto avviene in un clima ovattato, lontano dai cittadini», ha osservato, chiedendo una scossa a una città che definisce «narcotizzata». A Napoli vedo un clima da P2, da massoneria deviata, una difficoltà a parlare un linguaggio di verità, a far emergere sugli organi di informazione le cose vere.
Critiche anche sul fronte culturale e sanitario. Sul Teatro San Carlo, De Luca ha accusato il sindaco di non aver mai indicato una linea culturale alternativa, ricordando le anomalie emerse nel bilancio 2023. «Abbiamo assistito a gravi scorrettezze contabili senza che il Comune prendesse posizione», ha detto.
Infine, il caso dell’ospedale Cardarelli, dove la recente riapertura del padiglione monumentale è stata accompagnata da toni celebrativi che De Luca giudica fuori luogo. «Evitino il cabaret», ha commentato, riferendosi anche alla presenza dell’attuale governatore Roberto Fico, rivendicando la necessità di serietà istituzionale su temi che riguardano la salute pubblica.
L’intervento di Vincenzo De Luca si configura così come una chiamata alla responsabilità e alla verità, in una città che — secondo l’ex governatore — ha bisogno meno di narrazioni rassicuranti e più di un confronto aperto, documentato e finalmente trasparente.
