Napoli, matrimonio Colombo carabinieri a Palazzo San Giacomo: indagato Claudio de Magistris

L’accusa è a vario titolo abuso d’ufficio e omissione. Secondo la Procura “quell’evento in piazza Plebiscito, nei termini in cui effettivamente poi si è svolto, non risulta autorizzato“. 

Blitz dei carabinieri a Palazzo San Giacomo, sede del Comune di Napoli. Sequestrati computer e telefonini all’ufficio Cinema. La Procura di Napoli indaga sul concerto organizzato in piazza del Plebiscito dal cantante Tony Colombo alla vigilia del suo matrimonio.  Indagato Claudio de Magistris fratello di Luigi sindaco di Napoli. La magistratura  ipotizza il reato di concorso in abuso di ufficio. Indagate anche Sarah Terracciano,  segretaria particolare del primo cittadino nonché presidente della commissione pubblico spettacolo del Comune e Mafalda Fasanella, membro della segreteria del sindaco e dell’ufficio cinema. Al centro delle verifiche, i presunti mancati controlli sull’effettiva natura dell’evento: fu qualificato come “flash mob”, ma si trattò di un vero e proprio concerto organizzato in piazza Plebiscito, la sera del 26 marzo, per festeggiare le nozze di Colombo con Tina Rispoli, la vedova del boss degli Scissionisti di Scampia Gaetano Marino, ucciso sul lungomare di Terracina nell’agosto del 2012. Gli indagati sono complessivamente otto:  nell’elenco figurano la comandante della polizia municipale di Chiaia, Sabina Pagnano, il capitano Giovanni D’Ambrosio e altri due vigili. Per loro l’ipotesi di reato è quella di omissione di atti di ufficio: non sarebbero intervenuti per fermare il concerto.

All’uscita dal Maschio Angioino di Napoli dopo la celebrazione del rito civile il cantante neomelodico Tony Colombo e Tina Rispoli, vedova del boss Gaetano Marino ucciso a Terracina il 23 agosto 2012 , protagonisti oggi uno sfarzoso matrimonio, 28 marzo 2019 ANSA / CIRO FUSCO

Secondo l’ipotesi investigativa, sarebbero state violate le norme relative alle autorizzazioni per lo svolgimento di spettacoli in pubblico. Così come ricostruito dai pm, Colombo avrebbe contattato Claudio de Magistris e questi, a sua volta, avrebbe segnalato il cantante alla dirigente Terracciano. Il 13 marzo, Colombo inviò una mail a Terracciano in cui specificava che la disponibilità della piazza doveva intendersi dalle 18,30 alle 23 del 26 marzo. Circostanza che, per l’accusa, escludeva implicitamente la natura estemporanea dell’evento. La dirigente, a quel punto, avrebbe indotto Fasanella a scrivere altre due mail, una a Colombo e l’altra alla polizia municipale: con la prima, inviata il 14 marzo, si comunicava al cantante che l’evento previsto e qualificato come “flash mob” non aveva bisogno di autorizzazioni. E l’altra, il giorno dopo, spedita alla polizia locale di Chiaia, competente per i controlli, che dava parere favorevole al flash mob. In questo modo, secondo la Procura, avrebbero procurato un ingiusto vantaggio patrimoniale a Tony Colombo che ha potuto svolgere una manifestazioni musicale, finalizzata alla diffusione lancio di contenuti multimediali nella monumentale piazza del Plebiscito senza le autorizzazioni imposte dalla legge.

Il sindaco Luigi de Magistris, è intervenuto attraverso una nota “In questa vicenda surreale sono estraneo e danneggiato – spiega il sindaco – Sono convinto che gli indagati evidenzieranno la correttezza del loro operato a dimostrazione della trasparenza e della legalità con cui il Comune ha sempre lavorato in questi otto anni”.

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