Napoli: Manfredi candidato sindaco giallorosso, Ciarambino assessore regionale

Aria di tempesta nel gruppo regionale pentastellato

Un accordo politico, un’intesa di massima per le elezioni comunali di Napoli e il riassetto del governo regionale della Campania sarebbe stato raggiunto a Roma tra i vertici nazionali e regionali del Movimento 5 Stelle e il Partito Democratico per la Campania e Napoli. I giallo-rossi avrebbero raggiunto un’intesa di massima sulla candidatura a sindaco del capoluogo campano di Gaetano Manfredi, ex ministro dell’università ed ex rettore partenopeo. L’intesa è il frutto di una serie di riunioni che si sarebbero svolte nell’appartamento romano dell’ex ministro Vincenzo Spadafora.

L’accordo avrebbe ottenuto il via libera dal governatore Vincenzo De Luca. Il patto prevede l’ingresso nel governo regionale di Palazzo Santa Lucia di Valeria Ciarambino, attuale capogruppo pentastellata che dovrebbe occupare la poltrona di assessore regionale ai trasporti.

Zingaretti e Di Maio

Ciarambino è una “Pomigliano Boys”, componente del cerchio magico di Luigi Di Maio, studentessa presso il liceo classico Imbriani di Pomigliano D’Arco, lo stesso istituto dove si è diplomato l’attuale ministro degli esteri. Una dei tanti pentastellati baciati dalla fortuna, miracolati dall’antipolitica e dal qualunquismo imperante, vincitori di una sorta di “terno al lotto”.

 La donna è stata recentemente candidata a governatore della Campania nonostante il curriculum riportasse perfino un evento molto particolare: aver salvato un capitone dal cenone natalizio e averlo allevato in una bacinella per mesi. Oggi è capogruppo in Regione Campania del Movimento Cinque Stelle. Anche il marito della Ciarambino, dicono alcuni attivisti infuriati, è stato assunto come assistente al Parlamento europeo dalla capolista voluta da Di Maio, Chiara Gemma.

Valeria Ciarambino insieme al marito

Intanto, in consiglio regionale nel gruppo dei pentastellati tira aria di tempesta. Laconico e significativo il post pubblicato su Facebook, dalla combattiva consigliera Maria Muscarà: “Napoli ha un destino sfortunato da sempre serva in mano ai servi. Venduta per tre soldi da pezzenti”.

Muscarà è la più attiva consigliera campana, sempre presente sui territori, punto di riferimento dei cittadini, dei movimenti e delle associazioni, ha presentato ben 33 interrogazioni consiliari. A quanto pare, l’attivismo della Muscarà non sarebbe gradito dalla ambiziosissima capogruppo “Pomigliano Boys”, interessata unicamente a garantire equilibrio e consociativismo politico con il governatore De Luca. Il classico comportamento che assumono gli arrampicatori e le arrampicatrici sociali. E non finisce qui.  La consigliera Muscarà ha diffuso una nota durissima per denunciare comportamenti ambigui del gruppo regionale dei Cinque Stelle. Una nota che IlDesk.it pubblica integralmente

Maria Muscarà

Gentili Colleghi,

come già detto in altre occasioni, la ripetuta mancanza di una registrazione fedele e di conseguenza di un verbale puntuale e il divieto di registrare gli incontri, mi impediscono di partecipare alle riunioni del gruppo consiliare.

Ricordo le gravi inesattezze dei primi verbali che non mi hanno consentito di approvarli e peggio ancora la mancanza del verbale del 7 febbraio 2021, quello (per rinfrescare la memoria  verbalizzatore Saiello) nel quale decideste di cacciarmi dalla Commissione Trasparenza il giorno prima della votazione dell’ufficio di presidenza, allorché annunciai che non avrei votato un Presidente della lega o di forza Italia e non avrei votato scheda bianca per favorire l’elezione di un rappresentante della lega o di forza Italia.

Verbale questo, chiesto a più riprese ma sempre negato. La risposta è sempre stata “Non è pronto” e chiedo ancora adesso:” E’ pronto il verbale?” Attendo i verbali precedenti per poter partecipare con più serenità agli incontri di gruppo, cosa che ora mi viene impedita da questa totale mancanza di democrazia nelle scelte e di  trasparenza. Per quello che riguarda l’oggetto della riunione ripeto la mia contrarietà a questa “semplificazione” meno che mai a destinare i fondi delle restituzioni ad un conto nazionale dove sono già depositati più di 7 milioni di euro che in questo momento di crisi avrebbero dovuto trovare migliore destinazione  per alleviare e sostenere chi ha bisogno“.

Dunque, nel Movimento 5 Stelle della Campania si predica bene e si razzola male e si applica la solita doppia morale. Corsi e ricorsi storici.

Ciro Crescentini

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