Napoli, lutto in magistratura: morto il procuratore Frunzio

Era aggiunto della Dda e vicario di Melillo. Il decesso causato dal Covid

Grave lutto nella magistratura, addio a Luigi Frunzio: era procuratore aggiunto della Dda di Napoli e vicario del procuratore capo Giovanni Melillo. Dopo diversi mesi di ricovero in ospedale a causa del Covid, quando sembrava essersi lasciato il peggio alle spalle, è deceduto in una clinica di Imola. Aveva 62 anni: lascia la moglie e le sue bambine, e altri due figli avuti in un precedente matrimonio. Ad annunciare la notizia della morte, una nota di Melillo.

In clinica era stato trasferito qualche giorno fa: lì avrebbe dovuto iniziare la riabilitazione dopo essere stato dimesso a seguito della sua guarigione dal virus. Sono innumerevoli le indagini condotte. Molte riguardano il clan dei Casalesi e l’infiltrazione della mafia campana nell’imprenditoria. Le ultime concernono i tentativi della criminalità di organizzata di insinuarsi nelle amministrazioni pubbliche attraverso il voto di scambio. Anche l’affare rifiuti della camorra era finito nel mirino di Frunzio. Di recente, sotto il suo coordinamento, l’Anticamorra ha sequestrato il cosiddetto “tesoro” del superboss ergastolano Michele Zagaria, capoclan dei Casalesi, composto da appartamenti, ville di lusso, società e centri benessere, per un valore di decine e decine di milioni di euro, individuato dagli inquirenti a Pitesti, in Romania. Frunzio, inoltre, è il pm che, nel 1991, decise di archiviare l’inchiesta a carico di Diego Armando Maradona relativa alla presunta frode fiscale sui compensi percepiti dal calciatore argentino durante i suoi sette anni di permanenza a Napoli.

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