Napoli, Lorenzin contestata: “Qui sanità negata e biocidio”

Gli antagonisti protestano per la chiusura di reparti in ospedali come l’Annunziata e il San Gennaro. E non perdonano a Lorenzin l’affondo sui “cattivi stili di vita” nelle aree ad alto tasso di mortalità, anche infantile, come la Terra dei fuochi

Nella passerella napoletana del ministro Lorenzin spunta la contestazione. Momenti di tensione si registrano all’inizio del convegno sul tema “Il nuovo piano nazionale prevenzione vaccinale: il valore sanitario etico e sociale delle vaccinazioni”, dove la titolare del dicastero della salute è ospite d’onore. Un gruppo di antagonisti del centro sociale “Insurgencia” irrompe nel chiostro di Santa Maria la Nova con uno striscione che recita: “Sanità negata e biocidio, Lorenzin complice di omicidio”. Protestano per la chiusura di reparti in ospedali come l’Annunziata e il San Gennaro. E non perdonano a Lorenzin l’affondo sui “cattivi stili di vita” nelle aree ad alto tasso di mortalità, anche infantile, come la Terra dei fuochi, colpite piuttosto da roghi e traffici di veleni. Disastri consumati nella Campania ultima in Italia per livelli essenziali di assistenza dove “si muore di biocidio e si deve emigrare per farsi curare” gridano gli antagonisti, guardati a vista da un cordone di forze dell’ordine. I manifestanti aspettano l’uscita del ministro e la contestano: lei si infila veloce nell’auto blu.

Gianmaria Roberti

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