Napoli, la lotta degli educatori territoriali vittime dei tagli del Comune e del governo

Riceviamo e pubblichiamo integralmente

Dopo aver aspettato per settimane che il Senato recepisse l’emendamento dell’Associazione nazionale comuni italiani che avrebbe dovuto estendere a tutti l’applicazione dell’articolo 48 del DL “Cura Italia”, gli educatori si
ritrovano a dover ingoiare l’ennesimo boccone amaro: non solo il Senato non ha emendato un bel niente, ma il Comune di Napoli propone agli enti che erogano servizi socioeducativi un taglio netto del 20% sul costo del lavoro, che solo nei Laboratori di Educativa Territoriale manderà a casa 52 operatori, lasciando intatti i costi di gestione per gli enti e rivelando, tra aziende e lavoratori, da che parte pende l’ago della bilancia dell’amministrazione comunale. È necessario sottolineare che, essendo il lavoro socioeducativo pagato a prestazione, una riduzione del costo del lavoro si traduce immediatamente in un numero di ore di servizio in meno da destinare a un’utenza già provata dall’azione combinata di pandemia e lockdown. Quindi il taglio del costo del lavoro equivale a un taglio dei servizi. Gli educatori che fanno riferimento a ECO hanno assunto, fin da subito, un atteggiamento costruttivo e responsabile nei confronti dell’amministrazione comunale e dei propri enti richiedendo, a più riprese, un confronto che consentisse la riapertura dei servizi alla luce di due soli paletti: la salvaguardia della salute attraverso le misure di sicurezza e l’adozione del lavoro a distanza dove possibile e la salvaguardia del 100% dello stipendio degli educatori e dei loro posti di lavoro, che
nell’ambito socioeducativo si traduce anche nella possibilità di erogare il 100% dei servizi. L’assessore al Lavoro e alle Politiche Sociali del Comune di Napoli si è impegnato con ECO in un lavoro che guardava all’emendamento e all’estensione dell’artico 48, ma ha anche condiviso con il Servizio Politiche per l’Infanzia e l’Adolescenza una ricontrattazione con gli Enti del Terzo Settore che prevede un taglio del lavoro e dei lavoratori. Questo gli educatori che fanno riferimento a ECO lo ritengono inaccettabile!
Fermi nell’intenzione di proseguire il lavoro a livello nazionale, con le altre realtà in lotta, per l’estensione e l’applicazione dell’articolo 48 a tutti gli educatori, E.C.O. chiede con forza:
Il pagamento del 100% dello stipendio a tutti gli educatori.
• Il reintegro degli educatori “tagliati” dalla proposta di ricontrattazione avanzata dal Comune di Napoli.
• L’emendamento e l’estensione dell’articolo 48 del DL n. 18 del 17 marzo 2020 a tutti gli educatori.
• L’istituzione di un tavolo di confronto tra Assessorato al Lavoro e alle Politiche Sociali, Servizio Politiche per l’Infanzia e l’Adolescenza, enti gestori dei servizi e una rappresentanza degli educatori afferenti a ECO

L’emergenza sociale che si prospetta davanti a noi va affrontata con il concorso e la collaborazione di tutti e con la capacità di leggere la realtà con uno sguardo nuovo, adottando un netto cambio di paradigma che superi le logiche mercantili, contabili e burocratiche. Noi siamo pronti! E voi?

E.C.O (Educatori Consapevoli Organizzati)

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