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Napoli: il ‘patto del mattone’ cancella il Borgo di Coroglio, sfratta 130 famiglie e produce profitti per i palazzinari

Redazione by Redazione
9 Giugno 2024
in Campania, In Primo Piano, Napoli
0

I residenti: “Organizzeremo la resistenza popolare, non abbiamo alcuna intenzione di lasciare le nostre case, vogliamo che sia attuato un piano che non prevede espropri e abbattimenti”

Si annunciano giorni di rivolta sociale e di barricate a Bagnoli.  Il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi che svolge il ruolo di commissario straordinario per la bonifica ha deciso di sfrattare 130 famiglie residenti nelle 200 abitazioni dell’antico borgo marinaro di Coroglio che dista a 200 metri dalla ex fabbrica Cementir (gruppo Caltagirone).

Il piano  prevede la parziale demolizione del Borgo. Gli edifici della zona chiamata “extra borgo” ubicati nel tratto del litorale che va dal Borgo al Lido Pola, ossia fino al ponte di Nisida, saranno invece abbattuti. Al loro posto saranno costruiti hotel a cinque stelle con vista sul mare, bar e ristoranti di lusso ma anche palestre e altre attività imprenditoriali. I proprietari degli immobili residenti nel Borgo saranno espropriati o costretti sostanzialmente a svendere le loro case.

Il sindaco commissario Gaetano Manfredi ha affidato all’ufficiale dei carabinieri Attilio Auricchio, ex capo di gabinetto dell’ex sindaco Luigi de Magistris il compito di gestire gli espropri e un ricco stipendio che supera i 100 mila euro annui. Oggi Auricchio – che fino a qualche anno fa si presentava come un tenente colonnello “rivoluzionario”, riferimento e “amico” di alcuni centri sociali – ha avuto il compito di contattare gli abitanti del Borgo di Coroglio, convincerli a lasciare le case offrendo indennizzi da fame o cacciarli con l’intervento della forza pubblica. Invitalia, soggetto attuatore del programma di risanamento ambientale, ha inviato delle lettere ai proprietari delle case annunciando sopralluoghi tecnici all’interno degli appartamenti per stimare del valore economico degli alloggi.

Non è previsto, invece, l’esproprio dei 7 ettari di terreni dell’ex fabbrica Cementir di proprietà di Basi 15, società del gruppo Caltagirone. Un ‘potere forte’.  A quanto pare sarebbe pronto una accordo transattivo molto favorevole per i palazzinari romani. I soliti bene informati sostengono Basi 15 sarebbe pronta a demolire la ex Cementir a proprie spese. Al gruppo Caltagirone sarebbe stata offerta la possibilità di costruire altri edifici a Bagnoli, avere un ruolo di primo piano insieme a cordate imprenditoriali vicine all’Associazione dei Costruttori napoletani interessate alla realizzazione delle opere, avviare un massiccio piano di cementificazione, acquistare i suoli ‘a prezzi stracciati’.

“Organizzeremo la resistenza popolare, non abbiamo alcuna intenzione di lasciare le nostre case, vogliamo che sia attuato un piano che non prevede espropri e abbattimenti, tra l’altro le nostre case non rientrano nelle aree rientranti nel sito di interessa nazionale – affermano gli abitanti – Coroglio è un borgo storico, esiste da prima che si insediasse l’Italsider, la Cementir e Città della Scienza, appartiene al patrimonio culturale della città. Sono anni che si parla di trasferimento forzoso degli abitanti. Noi non accetteremo di andare via. Non accetteremo passivamente la demolizione delle nostre case e la costruzione di alberghi e ristoranti, gestiti da multinazionali o da grandi imprese nazionali ed internazionali. La dignità  non si compra con un tozzo di pane e qualche annuncio pubblicitario” – sottolineano.

E non finisce qui. Secondo Invitalia e il colonnello ‘espropriatore rivoluzionario’ Attilio Auricchio, chi vorrà esercitare il diritto al reinsediamento nell’abitato di Bagnoli-Coroglio dovrà fare richiesta. Nell’attesa dei lavori gli abitanti avranno un alloggio temporaneo. Stando ad alcune indiscrezioni trapelate da Palazzo San Giacomo, le case temporanee sarebbero molto probabilmente strutture alberghiere in provincia di Caserta. L’indennizzo ai proprietari per gli espropri non supereranno i 90 mila euro, un sussidio di 300 euro per sei mesi in favore degli affittuari. Un “pacco”.

Al termine della costruzione, se i proprietari vorranno avvalersi del reinsediamento, dovranno rimborsare il costo del valore aggiunto. Nel caso la domanda di reinsediamento dovesse essere superiore agli alloggi disponibili, è previsto addirittura il sorteggio.

Dunque, le aree dismesse della Cementir, dell’Italsider, dell’Eternit, delle Ferrovie, dell’ex Nato potrebbero trasformarsi in un colossale affare per i signori del mattone ed i palazzinari partenopei e romani. Una sorta di ‘patto del mattone’. Una ‘patto del mattone’ che prevede la cancellazione dell’antico borgo di Coroglio e la cacciate dei suoi abitanti. Legittima la resistenza per impedire questo atto di ingiustizia e di prepotenza.

Ciro Crescentini

Tags: attilio auricchioauricchioborgo corogliocaltagironegaetano manfrediinvitalia
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