Napoli, contestato ispettorato del lavoro: “Pochi controlli contro sfruttamento e schiavitù”

Aumenta il lavoro grigio e nero nei cantieri, aziende di ristorazione, centri commerciali e negozi di abbigliamento. Iniziativa di lotta di Potere al Popolo

Aumenta il lavoro nero, il lavoro grigio, la precarietà,  lo sfruttamento dei lavoratori e delle lavoratrici a Napoli e nella provincia. Un sistema attuato da imprenditori senza scrupoli interessati solo al guadagno, all’accumulazione dei profitti. Un sistema, un’organizzazione produttiva che trasforma le persone in ‘schiavi moderni’. Un sistema che continua a dominare anche per la mancanza di controlli da parte degli organismi di vigilanza. Gli ispettori del lavoro, per esempio sono scomparsi. Da settimane non vengono effettuati controlli nei cantieri edili, nei negozi, nei centri commerciali, nei bar, nelle pizzerie, nelle aziende della ristorazione. Complicato segnalare gli abusi e le violazioni delle norme contrattuali. Addirittura, bisogna compilare un modulo online senza garantire l’anonimato e la tutela del denunciante da eventuali rappresaglie imprenditoriali. Un disincentivo a denunciare gli abusi. E non finisce qui. Una volta acquisita la denuncia, l’intervento ispettivo viene effettuato dopo quattro mesi.  Una situazione insostenibile.

In diretta dall'ispettorato nazionale del lavoro di Napoli. Siamo venuti a portare alcune segnalazioni di lavoro nero, in particolare dei lavoratori stagionali del turismo!

Publiée par Giuliano Granato sur Jeudi 6 août 2020
Video del presidio di Potere al Popolo davanti all’Ispettorato del lavoro

Stamattina un gruppo di giovani napoletani hanno deciso di reagire. Sostenuti dalla Camera popolare del Lavoro e da Potere al Popolo una cinquantina di giovani hanno effettuato un presidio di lotta davanti alla sede dell’Ispettorato del lavoro in Via Vespucci per denunciare collettivamente casi di lavoro nero e per “contestare i controllori che non controllano”.  

Campania, nel 2019 circa 50 mila lavoratori hanno operato in grigio o in nero – Recenti inchieste promosse dalle organizzazioni sindacali indipendenti hanno evidenziato che nel 2019 circa 50 mila lavoratori e lavoratrici hanno operato in nero o in grigio a Napoli e nella provincia.  Atti illegali commessi da imprenditori spietati che evadono i contributi previdenziali, impongono la sottoscrizione di falsi contratti part-time, pseudo tirocini  o la sottoscrizione di buste paghe formalmente corrette, ma false. Ai lavoratori vengono elargite somme salariali diverse da quelle indicate sugli statini paga. Imprenditori aiutati dai suggerimenti e dalle consulenze di consulenti del lavoro e di ex ispettori del lavoro. Cricche, autentiche cricche.  I settori lavorativi dove si evade e si sfrutta  di più: Edilizia( 60%); Servizi, ristorazione  e Commercio(30%); Agricoltura(10%).  Almeno il 45 per cento del denaro evaso, dei profitti, sarebbe indirizzato verso prodotti di lusso e beni rifugio (auto di grossa cilindrata, acquisti di case in montagna o al mare, gioielli griffati, opere d’arte, prodotti di consumo ad alta tecnologia ecc).

Qualche testimonianza significativa – “Lavoro in un pub, 12 ore. Quattro giorni a settimana, praticamente tutti i venerdì, sabato e domenica  – racconta un lavoratore –  A fine turno, pulisci insieme agli altri, poi passi alla cassa a ritirare la tua paga: 40 euro. Un po’ in più della media del ‘mercato napoletano’ – aggiunge –  Niente mance, perché quelle spettano ai caposala, così finisce che, quando puoi, un paio di euro che i clienti lasciano sul tavolo te li intaschi, ben attento a non farti beccare dalle telecamere e dal ‘titolare’ che le controlla”. La legge sul mercato del lavoro, il cosiddetto ‘jobs act’ ha legittimato lo sfruttamento. Le condizioni dei lavoratori sono peggiorate. Jobs Act e le altre leggi sul lavoro approvate negli ultimi 30 anni (legge Treu, legge 30, legge Fornero) andrebbero abolite rapidamente. Leggi che hanno avallato la competizione più sfrenata dentro la classe lavoratrice all’interno di un mercato del lavoro impazzito, acuendo sempre di più la frattura tra i lavoratori garantiti e non garantiti. L’evidente grado di asservimento e di precarietà che coinvolge il mondo del lavoro nel suo insieme si manifesta, tra l’altro, nell’obbligo a farsi carico della funzione padronale e dell’imperativo della competitività, nel porre l’interesse dell’impresa al di sopra di tutto, compresa la salute e persino la vita dei lavoratori e delle lavoratrici

Ciro Crescentini

Condividi sui social network
  • gplus
  • pinterest