L’associazione dei consumatori contesta la svolta societaria sull’acqua pubblica: «Si rischiano tariffe speculative e bollette insostenibili». Appello a Fico e presidio il 22 luglio. In piazza anche i lavoratori Call Center del sindacato Snater
Con la recente trasformazione di ABC (Acqua Bene Comune) in una Società per Azioni (S.p.A.), la Giunta comunale guidata dal sindaco Gaetano Manfredi rischia di cancellare una delle più importanti e significative conquiste democratiche della storia recente della città di Napoli. A lanciare un durissimo atto d’accusa è A.Ba.Co. (Associazione di Base dei Consumatori) Campania, che esprime una condanna senza appello nei confronti di una delibera definita come un vero e proprio attacco all’unica reale esperienza di gestione interamente pubblica e partecipata dell’acqua sul territorio nazionale.
Secondo l’associazione dei consumatori, questa scelta amministrativa calpesta l’esito dello storico referendum del 2011, quando oltre 26 milioni di italiani si espressero in modo inequivocabile contro la privatizzazione delle risorse idriche.
La denuncia di A.Ba.Co. Campania: «Dietro la burocrazia si nasconde la privatizzazione»
In una nota ufficiale, i rappresentanti regionali di A.Ba.Co. Campania hanno espresso «ferma condanna e forte preoccupazione verso un’operazione che, dietro un paravento amministrativo, in realtà apre la strada alla privatizzazione di un bene essenziale».
I timori dell’associazione si concentrano soprattutto sulle gravi ripercussioni economiche per le famiglie del capoluogo partenopeo. Con il passaggio alle logiche societarie, A.Ba.Co. Campania denuncia il rischio di una deriva speculativa inevitabile: «le conseguenze rischiano di essere disastrose per i cittadini, che si troveranno obbligati a pagare nuove bollette dell’acqua eccessive, assurde e inaccettabili, come purtroppo già accade nel resto della Regione Campania».
L’analisi del sodalizio campano tocca il cuore del modello societario appena approvato: «Chi inserisce l’acqua nelle logiche di mercato delle S.p.A. cancella il diritto dei cittadini per dare seguito a dinamiche prettamente speculative che porteranno all’inevitabile rialzo delle tariffe». L’associazione ricorda inoltre che il secondo quesito referendario del 2011 vietava esplicitamente la «remunerazione del capitale investito», un concetto che per A.Ba.Co. Campania «è l’esatto opposto della gestione pubblica e che appartiene invece alle logiche societarie delle S.p.A.».
Sindacati confederali e “pseudo-ambientalisti” nel mirino
La presa di posizione di A.Ba.Co. Campania non risparmia le altre forze sociali del territorio. L’associazione punta infatti il dito contro la complicità di alcune organizzazioni, definendo «gravi le responsabilità di alcune forze “pseudo-ambientaliste” e delle forze sociali che rendono questo passaggio ancora più oscuro, incerto e inammissibile».
La critica colpisce direttamente anche le principali sigle sindacali confederali: «Non è la prima volta che il sindacato confederale (CGIL-CISL-UIL) favorisce logiche di questo tipo, camuffando per “ottimizzazione” quello che in realtà è un business privatistico». Secondo la denuncia dell’associazione, i comitati civici e l’associazionismo di base sarebbero stati «deliberatamente esclusi dal confronto, con il solo scopo di agevolare la svendita del modello pubblico in cambio di logiche di palazzo pre-elettorali».
L’appello a Roberto Fico e alla Regione
La vertenza si sposta ora sul piano regionale. A.Ba.Co. Campania lancia un appello diretto al Presidente della Regione Campania, Roberto Fico (M5S), chiedendo un cambio di passo immediato e concreto: «auspichiamo che il Presidente della Regione, R. Fico, superando le dichiarazioni di facciata, contrasti concretamente questa scelta sciagurata».
L’invito formale rivolto al Presidente è quello di «promuovere un progetto basato su un modello di gestione regionale del Servizio Idrico Integrato interamente pubblico». In caso contrario, avverte l’associazione dei consumatori, «il silenzio della presidenza regionale non farà che confermare una complicità silenziosa verso questa privatizzazione strisciante».
Mercoledì 22 luglio: A.Ba.Co. Campania scende in piazza
Le parole d’ordine sono chiare: su un bene universale e indispensabile come l’acqua non possono essere tollerate speculazioni. Per passare dalle dichiarazioni d’intento ai fatti concreti, A.Ba.Co. Campania «aderisce ufficialmente al presidio di mercoledì 22 luglio, alle ore 13:00, presso l’isola F13 del Centro Direzionale», organizzato in concomitanza con la seduta del Consiglio Regionale della Campania. «La battaglia per l’acqua pubblica – conclude l’associazione – non resterà chiusa nelle stanze del Consiglio Comunale».
Al presidio parteciperanno anche i lavoratori dei Call Center di ABC aderenti al sindacato Snater
Ciro Crescentini

