Napoli, 25 associazioni e coop in campo per D’Angelo candidato sindaco

Stilato un documento in cui sono contenute sette proposte per la Città

Imminente discesa in campo per la candidatura a sindaco di Napoli di Sergio D’Angelo, attuale commissario  Abc, azienda speciale idrica di proprietà del Comune di Napoli e manager del consorzio Gesco, la potente rete di cooperative sociali. A sostegno della candidatura è nata la rete “Napoli può” composta da un primo gruppo di 25 associazioni, cooperative e aziende sociali presenti sui territori di Napoli e della Campania che rappresentano 1.045 lavoratori e lavoratrici. Le aziende del sociale nel 2020 hanno prestato servizi e supporto a più di 13 mila donne, uomini, bambini, persone con disabilità o in condizioni di povertà e fragilità sociale. Attualmente esprimono un fatturato aggregato superiore ai 23.500.000 euro annui.

“Napoli può ha diffuso un documento in cui sono contenute sette proposte necessarie per “determinare il cambiamento”: interventi nel sociale; investimenti nell’ambiente; riforma della macchina comunale; valorizzazione degli immobili di proprietà comunale; emersione delle lavoro sommerso; mobilità urbana; investimenti nella ricerca, nell’arte e nella cultura. Il documento non indica ufficialmente il nome del candidato a sindaco ma è sostanzialmente una scelta tattica considerato che i firmatari e gli aderenti appartengono all’arcipelago Gesco, il potente consorzio diretto da Da D’Angelo

L’obiettivo è di offrire un contributo a un dibattito pre-elettorale per definire contenuti programmatici ancor prima dell’individuazione del candidato sindaco. Una necessità che nasce – si legge nel documento – considerando la situazione di estremo disagio sociale che caratterizza la città: diseguaglianze crescenti, enormi fragilità in vasti strati della popolazione, povertà diffuse, numerosi quartieri completamente dimenticati ed ormai di fatto segregati dal resto della città”. Questioni – continuano le associazioni – fortemente aggravate dalla pandemia e che, oggettivamente, aprono ampi spazi di manovra alla camorra. Tutto questo in quadro strutturale di scarsa dotazione di servizi per cittadini che rende inaccettabile la qualità della vita nella nostra città”.

Le 25 realtà dell’associazionismo non usano giri di parole nel rivendicare un ruolo politico per decidere sul futuro assetto della Città. “A fronte di queste considerazioni, le organizzazioni promotrici  sulla base del loro lavoro, delle loro esperienze e del loro radicamento nella comunità, ritengono di avere il diritto, ed anzi, il dovere di contribuire, in modo autonomo, al dibattito sul futuro della città – sottolineano – Riteniamo che per lo sviluppo della città, per recuperare un rapporto tra cittadini ed istituzioni ormai evidentemente logoro, la politica debba evitare promesse mirabolanti, debba smettere di alimentare il vittimismo; debba cercare il consenso dei cittadini non con la continua pratica dello scambio e dei favori, debba recuperare moralità e responsabilità interrompendo una diffusa ed insopportabile pratica di cinico trasformismo” .

La candidatura – La rete “Napoli può’ dovrebbe trasformarsi una coalizione di quattro liste civiche a sostegno di D’Angelo. Il “manager del sociale” potrebbe rappresentare l’anello di congiunzione della sinistra sociale e sindacale con il Partito democratico e ampi settori del Movimento 5 Stelle vicini all’associazionismo no profit, ambientalista e delle piccole imprese. D’Angelo è tra i massimi esperti di politiche sociali a livello nazionale e in finanza etica, grazie all’esperienza maturata come componente del consiglio d’amministrazione di Banca Etica, CoopFond (il fondo mutualistico di LegaCoop di cui è stato presidente regionale) e della Fondazione con il Sud. Ai vertici di Abc da due anni, ha avviato un articolato piano di riorganizzazione aziendale raccogliendo risultati significativi sul piano gestionale e risanato i bilanci aziendali. 

Napoletano, 61 anni,  D’Angelo nato nel quartiere popolare di Soccavo, attualmente residente a Fuorigrotta,  è stato assessore comunale al Welfare e all’Immigrazione nella giunta di Luigi de Magistris dal 2011 al 2013. Sposato con Cecilia Greco in seconde nozze, ha due figli: Davide D’Angelo di 31 anni, impegnato in Gesco, e Roman D’Angelo, 18 anni, adottato con Cecilia. I primi passi della sua carriera, D’Angelo li ha mossi impegnandosi per i sofferenti psichici e i ragazzi che vivono in condizioni di forte disagio socioeconomico o tossicodipendenti. Nel 1978, insieme a un gruppo di coetanei, fonda la cooperativa sociale “Il Calderone” e svolse un ruolo attivo nella gestione di un centro giovanile al Rione Traiano e nell’organizzazione di attività culturali e teatrali.

Ciro Crescentini

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