Scrittura
Oltre 100 dipendenti attendono le retribuzioni di settembre. Il Comune di Marano avvierà le procedure per il pagamento diretto. Scongiurato il rischio di blocco della raccolta dei rifiuti
Si apre uno spiraglio nella difficile vertenza che coinvolge gli oltre 100 lavoratori della società Marano Ambiente, impegnata nel servizio di igiene urbana del Comune di Marano. Nel corso di una riunione in videoconferenza, tenutasi il 20 ottobre e promossa congiuntamente dalle Prefetture di Napoli e Caserta, è stato raggiunto un primo accordo per sbloccare il pagamento degli stipendi di settembre 2026 e scongiurare il rischio di un’interruzione della raccolta dei rifiuti.
Al centro dell’incontro, la grave situazione economica che sta interessando i dipendenti della società dopo il recente commissariamento aziendale. Le retribuzioni relative al mese di settembre, attese entro il 15 ottobre, non erano state ancora corrisposte, alimentando la preoccupazione tra i lavoratori e le organizzazioni sindacali.
Una condizione diventata particolarmente pesante per tante famiglie, già messe a dura prova dal rincaro del costo della vita e dei carburanti. L’assenza dello stipendio aveva infatti reso difficile persino sostenere le spese necessarie per raggiungere il posto di lavoro, facendo crescere il timore che la vertenza potesse sfociare nel blocco del servizio di raccolta dei rifiuti.
Nonostante le difficoltà, gli operatori hanno continuato a garantire le attività di igiene urbana, dimostrando senso di responsabilità nei confronti della cittadinanza e della tutela della salute pubblica.
L’intesa raggiunta in Prefettura
Alla riunione hanno partecipato le organizzazioni sindacali CGIL, CISL, UIL, FIADEL, FILAS e COBAS Lavoro Privato, rappresentata dalla coordinatrice regionale per l’Igiene ambientale Antonietta Acanfora. Presenti anche i rappresentanti della gestione straordinaria del Comune di Marano, guidata da Fabio Giombini, e l’avvocato Valerio Di Stasio, amministratore giudiziario di Marano Ambiente.
Nel corso del confronto, un ruolo determinante è stato attribuito all’intervento del viceprefetto aggiunto di Napoli, Dario Annunziata, che ha sollecitato i Comuni interessati ad attivare tempestivamente i poteri sostitutivi previsti dalla legge, con l’obiettivo di consentire ai lavoratori di ricevere le somme maturate.
L’intesa prevede che già nella giornata di mercoledì 21 ottobre l’amministratore giudiziario, avvocato Valerio Di Stasio, trasmetta al Comune di Marano i cedolini paga. La Commissione straordinaria potrà quindi avviare le procedure necessarie per attivare i poteri sostitutivi e procedere al pagamento diretto delle retribuzioni dovute per il mese di settembre.
Un primo passo concreto, dunque, per rispondere all’emergenza salariale e restituire un minimo di serenità ai dipendenti, che da giorni attendono il pagamento di somme indispensabili per far fronte alle esigenze quotidiane delle proprie famiglie.
Il COBAS: «La tutela dei lavoratori resta la priorità»
Pur accogliendo positivamente il risultato raggiunto, il COBAS Lavoro Privato sottolinea che la vertenza non può considerarsi conclusa. Restano infatti aperte questioni fondamentali legate alla puntualità delle future retribuzioni, alla stabilità occupazionale e alla continuità del servizio di igiene urbana.
La coordinatrice regionale per l’Igiene ambientale, Antonietta Acanfora, ribadisce la necessità di mantenere alta l’attenzione sull’intera vicenda e sull’evoluzione della gestione aziendale. «Accogliamo positivamente l’immediato sblocco degli stipendi di settembre grazie all’intervento della Prefettura e all’attivazione dei poteri sostitutivi del Comune di Marano, ma ribadiamo che la priorità assoluta resta la tutela della dignità, della stabilità occupazionale e dei diritti dei lavoratori», dichiara Acanfora.
La rappresentante sindacale richiama inoltre l’attenzione sulle conseguenze che le crisi aziendali e le vicende giudiziarie possono avere sui dipendenti, spesso estranei alle cause che determinano tali situazioni. «Non permetteremo in alcun modo che i dipendenti e le loro famiglie continuino a pagare il prezzo di crisi aziendali o vicende giudiziarie che non li riguardano», aggiunge la coordinatrice regionale del COBAS.
L’organizzazione sindacale annuncia quindi un monitoraggio costante dell’appalto e delle decisioni che riguarderanno il futuro della società, con particolare attenzione all’eventuale passaggio di gestione o all’ingresso di nuovi soggetti. «Vigileremo passo dopo passo affinché le erogazioni future siano puntuali e affinché il passaggio d’appalto o l’eventuale subentro di nuovi soggetti avvenga nella massima trasparenza, garantendo la continuità lavorativa, una stabilità economica, la sicurezza sul lavoro e la qualità di un servizio essenziale per la comunità», conclude Antonietta Acanfora.
Resta aperto il tavolo istituzionale
L’accordo raggiunto rappresenta un primo risultato, ma la situazione richiede ancora attenzione e verifiche. Le Prefetture di Napoli e Caserta manterranno aperto il confronto istituzionale per seguire l’evoluzione della vertenza, verificare l’effettivo pagamento delle retribuzioni e prevenire il ripetersi di nuove emergenze nei mesi successivi.
La priorità, adesso, è dare seguito agli impegni assunti e garantire che gli stipendi arrivino concretamente ai lavoratori. Parallelamente, sarà necessario fare chiarezza sul futuro occupazionale dei dipendenti e sulle prospettive della gestione del servizio. Perché dietro una vertenza salariale non ci sono soltanto questioni amministrative o procedure da completare, ma oltre cento lavoratori e altrettante famiglie che chiedono certezze, rispetto dei diritti e la possibilità di continuare a svolgere il proprio lavoro senza il timore di rimanere nuovamente senza retribuzione.
La raccolta dei rifiuti, almeno per il momento, prosegue. La sfida sarà trasformare questo primo accordo in una soluzione stabile, capace di tutelare i dipendenti e assicurare alla comunità di Marano un servizio essenziale, regolare ed efficiente.
Ciro Crescentini

