Licenziamenti e stipendi d’oro all’Anm, Ramaglia contestato all’assemblea dei lavoratori

Tensioni per il piano di ristruturazione: prevede l’aumento delle tariffe del 10% a partire dal 1° aprile 2017 e di quelle per i permessi sosta dei residenti. In esubero 245 dipendenti, di cui 118 autisti. Altri 170 lavoratori saranno ceduti all’azienda che gestisce il suburbano

Giornata di tensione all’Anm, azienda di trasporto locale di proprietà del Comune di Napoli. Decine di lavoratori e lavoratrici, soprattutto autisti, hanno scavalcato tutte le organizzazioni sindacali aziendali e territoriali e hanno autoconvocato assemblee nei depositi. Contestato duramente l’amministratore Alberto Ramaglia (guarda il video). Una dura protesta spontanea. Nell’occhio del ciclone è finito il piano di ristrutturazione presentato dai vertici aziendali e avallato dall’amministrazione comunale di Palazzo San Giacomo. Il piano prevede l’aumento delle tariffe del 10% a partire dal 1° aprile 2017 e delle tariffe per i permessi sosta dei residenti. In esubero 245 dipendenti, di cui 118 autisti. Altri 170 lavoratori saranno ceduti all’azienda che gestisce il suburbano. Decisa la cessione ai privati del ramo segnaletica. “Un piano che legittimerà una procedura di licenziamento indistinta che taglierà indistintamente professionalità valide, salvo poi prevedere di esternalizzare attività che non sarà più possibile effettuare in autonomia – sottolineano i lavoratori con una nota diffusa in serata – Un piano che delinea strumentalmente una ‘bad company’ per favorire la disgregazione aziendale” – aggiungono i lavoratori. ”Non cambia quasi nulla rispetto al pessimo precedente piano – evidenziano le maestranze Anm– Nessun investimento reale, nessun taglio agli sprechi, nessun abbattimento rispetto ai superminimi, nessun taglio agli stipendi d’oro dei funzionari e dei dirigenti”. I lavoratori e le lavoratrici lanciano l’ennesimo appello al sindaco Luigi de Magistris. “La conservazione dei privilegi non è la strada che eviterà il fallimento – puntualizzano – E’ necessario riconvertire il personale che oggi svolge attività indirette, tutelandolo anche rispetto a fantomatiche cessioni ad altre partecipate comunali, facendolo convergere sulla produzione chilometrica che deve aumentare per aumentare gli introiti”. Insomma, bisogna salvare tante persone che svolgono con senso di appartenenza il proprio lavoro. “Bisogna salvare le professionalità e non mortificare tanti onesti lavoratori che nei prossimi giorni saranno definiti esuberi”. L’agitazione continuerà anche domani.

Ciro Crescentini

Condividi sui social network
  • gplus
  • pinterest