Rottura fra l’azienda di mobili e i sindacati dei lavoratori sulla contrattazione integrativa

NAPOLI – Afragola come il resto dell’Italia. I battenti del negozio Ikea più vicino a Napoli, sabato prossimo, resteranno chiusi come quelli di tutto il paese per uno sciopero indetto dalla Filcams-Cgil “Dopo la disdetta unilaterale di tutta la contrattazione integrativa vi era stata una immediata e durissima reazione dei sindacati e dei lavoratori, sfociata nelle prime 8 ore di sciopero territoriale, effettuate pressoché all’unisono – ha reso noto il sindacato in un documento – Dopo l’eccezionale mobilitazione di giugno non era venuta meno la disponibilità di sindacati e lavoratori a proseguire la trattativa: ciò aveva fatto sperare in un atteggiamento meno rigido da parte della multinazionale svedese”. Dopo lo sciopero annunciato dai sindacati, Ikea si è fatta sentire con la sua posizione ricordando di essersi seduta al tavolo delle trattative “per ribadire proposte concrete per garantire a tutti i propri collaboratori un buon posto di lavoro”.

LA RISPOSTA DELLA AZIENDA SVEDESE: SINDACATO INTRANSIGENTE

La risposta di Ikea: “L’intransigenza del sindacato non contribuisce ad una prospettiva positiva del confronto avviato”. E ricorda di essersi “seduta al tavolo delle trattative per ribadire proposte concrete per garantire a tutti i propri collaboratori un buon posto di lavoro. Purtroppo la decisione di sospendere il dialogo e indire uno sciopero nazionale va nella direzione opposta rispetto a quella della trattativa e del confronto, cui Ikea crede da sempre, come da sempre ha manifestato la volontà di arrivare ad un accordo sul Contratto integrativo”.

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