È pervenuta alla nostra redazione una precisazione e una richiesta di rettifica a firma di Andrea Lanzetta, segretario generale della Feneal UIL di Napoli e Campania, in merito all’articolo pubblicato lo scorso 22 luglio
In data 22 luglio 2025 veniva pubblicato sul sito web de Il Desk Quotidiano Indipendente l’articolo in oggetto, “Nomine Cassa Edile e Formedil Napoli: voci su una dipendente tra i commissari, ma i nomi restano nascosti”a firma della redazione (RED).
Ancora una volta, non può non stigmatizzarsi l’articolo nella parte in cui muove gravi e – sia consentito dirlo – gratuite, infondate e strumentali accuse di complicità e inerzia proprio al Segretario di Feneal UIL e al componente della commissione tecnica nella persona di Valerio Medici, unico componente in rappresentanza della Feneal UIL in seno alla commissione, composta da sei membri:
«I nodi della trasparenza: presenza controversa in commissione?
“A destare preoccupazione non è solo l’apparente preconfezionamento delle nomine, ma anche l’opacità sull’identità dei membri della commissione. Perché non vengono resi pubblici i nomi dei commissari? E ancora: è vero che tra i valutatori figurava anche una dipendente di un ente bilaterale in veste di “dirigente sindacale”, parente stretta di un membro del Consiglio di amministrazione dello stesso ente?”
“Se confermata, tale presenza costituirebbe un conflitto d’interesse gravissimo, soprattutto considerando il ruolo di valutazione e la possibilità che il futuro direttore possa poi influenzare il percorso professionale della stessa dipendente. In un contesto pubblico o parapubblico, queste dinamiche rischiano di minare la fiducia e l’integrità dell’intero processo.”
“Ma soprattutto: se una dipendente – anche se formalmente ‘presentata’ come dirigente sindacale – ha partecipato alla valutazione, quale ruolo hanno assunto gli altri componenti della commissione, in particolare quella espressione delle rappresentanze sociali e sindacali? Il loro silenzio o la loro eventuale complicità non farebbero che aggravare la questione.”
Oppure: “Le voci parlano di un accordo già siglato tra l’ACEN e due sigle sindacali, Filca Cisl e Feneal UIL, per designare i successori del manager Mattia D’Acunto, che ha ricoperto entrambe le cariche direttive per oltre tre anni.”“Per il Formedil Napoli, invece, il nome che circola è quello di Francesco De Falco, oggi alla direzione del Formedil Caserta. Una candidatura fortemente sostenuta da Filca Cisl e Feneal UIL.”»
Nell’ostinarsi a ricercare fantomatici conflitti di interesse, ormai divenuta l’ossessione quotidiana del giornale da Lei diretto, ci si dimentica invece di ricercare i fatti e attenersi alla cronaca dei fatti e non alle voci.
I fatti dimostrano che il direttore Francesco De Falco è stata una candidatura sostenuta da ACEN, Filca CISL e Fillea CGIL ed approvata a maggioranza dagli esponenti di queste associazioni in seno alla commissione tecnica, con il voto contrario del componente della Feneal UIL.
I fatti dimostrano che questa sigla, la Feneal UIL, non contribuirà mai a minare o far minare i principi alla base della bilateralità che sono la pariteticità e soprattutto la solidarietà, anche quella tra territori”
Andrea Lanzetta
Risposta della redazione de Il Desk, Quotidiano indipendente
A proposito di fatti, come richiesto dal segretario Andrea Lanzetta, i fatti confermano quanto anticipato da Il Desk nei giorni precedenti alla pubblicazione dell’articolo contestato.
Il nuovo direttore del Formedil Napoli sarà Francesco De Falco, attualmente a capo del Formedil Caserta. Alla guida della Cassa Edile di Napoli andrà Diego Vivarelli, direttore uscente dell’ACEN.
Nomine puntualmente annunciate da Il Desk, con giorni di anticipo rispetto all’ufficializzazione.
Sul piano della procedura selettiva restano ombre. I bandi, pubblicati tramite Randstad, prevedevano colloqui da remoto e una selezione formalmente imparziale ma le decisioni, secondo fonti convergenti, sono state assunte prima ancora dello svolgimento dei colloqui, rendendo la trasparenza un proforma.
Dalla nota di Feneal UIL apprendiamo che il proprio rappresentante ha espresso voto contrario alla candidatura di De Falco, sostenuta invece da ACEN, Filca Cisl e Fillea Cgil e approvata a maggioranza. È un dettaglio che registriamo ma che non modifica la sostanza della vicenda.
A margine di quanto affermato dal segretario Lanzetta, osserviamo che il voto contrario della Feneal UIL – elemento non noto al momento della pubblicazione – non esclude né ridimensiona le criticità sollevate sul metodo e sul merito.
Rilevare un possibile clima di predefinizione delle nomine – come documentato da più fonti e confermato dagli esiti – non significa lanciare accuse personali, ma svolgere il proprio dovere giornalistico: raccontare ciò che avviene dietro le quinte di enti formalmente paritetici, sostenuti da risorse pubbliche e contributi delle parti sociali.
Il voto contrario della Feneal UIL è un elemento degno di nota ma non cambia il punto centrale: le nomine sono andate come previsto dal nostro giornale, secondo uno schema noto e annunciato.
Se non si chiama «accordo preventivo» il sostegno congiunto di ACEN, Filca Cisl e Fillea Cgil a una candidatura poi approvata a maggioranza, chiamiamolo pure in un altro modo – ma il senso resta.
Quanto alla procedura, è difficile parlare di selezione equa se le scelte erano già fatte prima dei colloqui. In questo contesto, più che evocare «ossessioni per i conflitti d’interesse», sarebbe il caso di tornare a parlare di ciò che davvero è mancato: la trasparenza.
La Redazione de Il Desk, Quotidiano indipendente

