Falsi incidenti stradali, 9 misure cautelari a Napoli: perquisiti 5 studi legali, avvocato ai domiciliari

Le accuse agli indagati, a vario titolo: associazione a delinquere, danneggiamento di beni assicurati, falsa testimonianza, detenzione di marche da bollo contraffatte, e corruzione

L’ipotesi è che esistesse un’organizzazione dedita a denunciare incidenti mai avvenuti o avvenuti con modalità diverse dalla realtà per ottenere i risarcimenti danni, nella quale erano coinvolti alcuni avvocati. La polizia ferroviaria ha eseguito un’ordinanza di misura cautelare, emessa dal gip di Napoli, nei confronti di nove persone indagate, a vario titolo, per associazione a delinquere, danneggiamento di beni assicurati, falsa testimonianza, detenzione di marche da bollo contraffatte, e corruzione. Perquisiti gli studi di cinque avvocati, tre dei quali raggiunti dal provvedimento cautelare. Ai domiciliari è finito il legale Gianluca Piccirillo, ritenuto a capo dell’organizzazione. Altre otto persone sono state sottoposte all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria nell’ambito della inchiesta condotta dalla Procura di Napoli. Secondo gli inquirenti i raggiri erano consumati grazie a testimoni compiacenti ma anche finti responsabili del danno e finti danneggiati. Le indagini sono state avviate sulla base di una precedente indagine diretta dalla Procura di Roma su una organizzazione, attiva a Napoli, dedita alla contraffazione di valori bollati. Gli investigatori hanno passato al setaccio i fascicoli relativi ad un centinaio di cause patrocinate da Gianluca Piccirillo, verificando quali fossero le parti in causa, i testi indicati e le deposizioni rese. Tra le scoperte, 285 valori bollati dichiarati falsi da una perizia dell’Istituto poligrafico e Zecca di Stato.  Tra gli atti depositati dalla Procura, le conversazioni con un assistente giudiziario in servizio presso la cancelleria del tribunale civile partenopeo, che avrebbe facilitato le attività del gruppo, fornendo informazioni in via confidenziale e anticipata, apponendo in alcuni casi lui stesso marchi contraffatti, il tutto dietro compenso.

 

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