Escalation agguati a Napoli, il procuratore: “Non c’è faida”. Il comitato: “Vedrete più divise in strada”

La riunione in prefettura dopo gli omicidi dei giorni scorsi

Più forze dell’ordine e continua sinergia, per una “risposta fortissima dello Stato” nei quartieri a rischio di Napoli. Sono gli impegni emersi dal Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica tenuto in prefettura. Il Comitato è stato convocato dopo l’escalation di agguati negli ultimi giorni tra Napoli e provincia. Ma il procuratore capo facente funzioni, Nunzio Fragliasso, smentisce che gli episodi siamo i prodromi di un conflitto tra cosche.  “Allo stato delle conoscenze investigative, mi sento di dire, sperando di non essere smentito – dice Fragliasso – che non ci siano segnali di una nuova faida di camorra anche perché gli omicidi, al di là di una loro contestualità temporale, hanno sicuramente matrici diverse”. “Il contrasto efficace alla criminalità organizzata – aggiunge il procuratore capo reggente – non può essere solo affidato all’azione preventiva e repressiva delle forze dell’ordine e della magistratura ma richiede l’apporto sinergico di tutti gli enti preposti, quindi amministrazioni locali, comunali, scolastiche, che pianifichino e programmino interventi da mettere in campo per debellare efficacemente, e se possibile definitivamente, ogni fenomeno di criminalità organizzata, non solo a Napoli ma anche nei comuni dell’hinterland. Per quanto gli omicidi siano eclatanti e attirano l’attenzione pubblica non è detto che quando gli omicidi non vengono commessi, la criminalità organizzata non faccia i propri affari, anzi paradossalmente gli affari criminali vengono svolti più proficuamente quando gli omicidi non ci sono. C’è quindi una realtà strutturale da debellare non solo il fatto episodico dei sei omicidi che sono la punta di un iceberg, la sicurezza non si garantisce solo mettendo più uomini delle forze dell’ordine su strada, ci sono già e sarà sicuramente fatto anche questo, ma ponendo le basi per rimuovere le cause strutturali, ontologiche del malaffare”.

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